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In memoria di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di chi ha sacrificato la vita per difenderli

disegno e testo di Daniela Nardelli


@Daniela Nardelli, Uomini Invisibili
@Daniela Nardelli, Uomini Invisibili

Le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino appaiono oggi nella memoria collettiva possenti e granitiche. Eppure, nel tempo del loro agire, furono spesso uomini invisibili: non soltanto per la necessaria riservatezza e prudenza imposte dal loro lavoro, ma anche perché troppo spesso oscurati e lasciati soli da un consolidato equilibrio di poteri restio ad accettare cambiamenti e profonde trasformazioni. In primo piano, la forza rapida e precisa di un'aquila che prende vita, staccandosi idealmente dallo stemma dell'Arma dei Carabinieri: simbolo di uno Stato che, attraverso il coraggio silenzioso dei suoi servitori, nel solco dell'esempio del Generale, Prefetto a Palermo, Carlo Alberto dalla Chiesa, e di tanti altri, dissolve la nebbia dell'omertà e si insinua nelle maglie di una criminalità fondata su crudeli codici di appartenenza e legami famigliari che non ammettono defezioni o renitenze, meno che mai "pentimenti".

E ancora, nel ricordo di quanti hanno ceduto allo Stato le loro vite per difendere i due magistrati da Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro a Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

L'associazione
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