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Giornata Missionaria Mondiale nella visione di Papa Leone XIV

17 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

Bollettino medico fiducioso sulla ripresa post operatoria del Pontefice

di Pier Giuseppe Accornero


Leone XIV ha concelebrato la messa al decimo piano del Policlinico Gemelli a Roma. Segni di una evidente ripresa, dopo l'operazione al polmone per l'asportazione di un tumore maligno, notizia sottolinea il clima di fiduciosa speranza che circonda la salute del Pontefice. Intanto, sempre dagli uffici vaticani, non si esclude che il Papa celebri l'Angelus domenicale dal Gemelli. A confermarlo lo stesso Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin, anche se con le dovute riserve sui prossimi impegni del Papa. In proposito, la centesima Giornata Missionaria mondiale di domenica prossima 18 ottobre.


Unità e missione sono le linee guida del pontificato di Papa Leone XIV e anche il tema «Uno in Cristo, uniti nella missione» del messaggio per l'immenente e centesima Giornata Missionaria mondiale, celebrazione che fu indetta da Pio XI, dietro la spinta alcuni appassionati della missione, tra cui il torinese di Castelnuovo d’Asti san Giuseppe Allamano. «Al centro della missione c’è il mistero dell’unione con Cristo» spiega Leone XIV perché essere cristiani «non è un insieme di pratiche o di idee: è una vita in unione con Cristo. Conflitti e polarizzazioni, incomprensioni, sfiducia reciproca, indeboliscono la testimonianza della Chiesa. Non c'è evangelizzazione se non si proclama Dio».

Papa Prevost ricorda il motto del beato Paolo Manna,– fondatore del Pontificio Istituto Missioni Estere: «Tutta la Chiesa per la conversione di tutto il mondo»: per questo nel 19016 fu fondata la Pontificia Unione Missionaria. E la missione «è un’azione corale: essere uniti nella missione significa custodire e alimentare la spiritualità di comunione e collaborazione missionaria». E ricorda San Paolo agli Efesini (4,5-6): «Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti».


L'esperienza in Perù di Papa Prevost

Il vescovo di Roma ringrazia le Pontificie Opere Missionarie per il servizio alla cooperazione missionaria, «che ho sperimentato con riconoscenza già durante il mio ministero in Perù - dove è stato missionario e vescovo - che continuano ad alimentare e formare la coscienza missionaria dei fedeli e a promuovere una rete di preghiera e carità che collega le comunità del mondo intero».

Un pensiero va alla fondatrice dell’Opera della Propagazione della fede, la beata Pauline-Marie Jaricot (1799-1862), e a Pio XI che istituì nel 1926 la Giornata perché «il mondo ha ancora bisogno di questi testimoni coraggiosi di Cristo e le comunità ecclesiali hanno ancora bisogno di nuove vocazioni missionarie, che dobbiamo sempre avere a cuore e per le quali occorre pregare».

Non sempre i missionari sono amati e «l’Amore non è amato» - come dice San Francesco d’Assisi – e ci si deve lasciare «contagiare dal suo desiderio di vivere nell’amore del Signore e di trasmetterlo ai vicini e lontani». Tale è lo zelo di Santa Teresa di Gesù Bambino, che offrì le sue sofferenze per le missioni.

Il Papa conclude con una preghiera: «Padre santo, donaci di essere uno in Cristo, radicati nel suo amore che unisce e rinnova. Fa’ che tutti i membri della Chiesa siano uniti nella missione, docili allo Spirito Santo, coraggiosi nel testimoniare il Vangelo, annunciando e incarnando ogni giorno il tuo amore fedele per ogni creatura. Benedici i missionari e le missionarie, sostienili nella fatica, custodiscili nella speranza! Maria, Regina delle missioni, accompagna l’opera evangelizzatrice in ogni angolo»


L'impegno di San Giuseppe Allamano

Tra gli ideatori e propugnatori della Giornata c’è il prete subalpino San Giuseppe Allamano (1851-1926) che amava dire: «Nui ad ‘Ca­stelneuv soma ativ, laborios, intraprendent. Noi di Castelnuovo siamo atti­vi, laboriosi, intraprendenti». Talmente intraprendente che, rettore del Santuario e del Convitto della Consolata, fonda i Missionari e le Missionarie della Consolata e sente che sull’evangelizzazione bisogna scuotere la Chiesa. Nel 1912, con l’adesione di altri fondatori di Istituti missionari, denuncia a Pio X l’ignoranza di clero e fedeli sulla missione e l’insensibilità della gerarchia e gli chiede di intervenire contro questo stato di cose. Propongono di istituire una Giornata Missionaria annuale «con obbligo d’una predicazione sul dovere di propagare la fede». Allora si celebrava solo la Giornata dei migranti.

Allamano capisce che non basta fondare un Istituto e mandare gli evangelizzatori. Bisogna anche creare una sensibilità missionaria nelle diocesi, nelle parrocchie, negli istituti religiosi. Confida il suo progetto a san Guido Maria Conforti, vescovo di Parma e fondatore dei Missionari e delle Missionarie Saveriane; al beato Paolo Mana, fondatore del Pime. La supplica è portata direttamente a Pio X da Conforti il 31 dicembre 1912. I1 Papa risponde approvando l’iniziativa, che però non ha seguito.


La grande svolta all'alba del Novecento

La Giornata Missionaria è istituita un secolo fa. La grande svolta è nel 1900. In Italia giunge l'eco dello straordinario apostolato in terra africana del cappuccino astigiano Guglielmo Massaja. Nelle diocesi sbocciano gli Istituti missionari: il Pime a Milano, i Comboniani a Verona, i Saveriani a Parma, i Missionari della Consolata a Torino.

Allamano muore senza veder realizzato il progetto ma il seme è gettato. Benedetto XV promulga la prima la lettera apostolica «Maximum Illud. La propagazione della fede cattolica in tutto il mondo» (30 novembre 1919); Pio XI pubblica «Rerum Ecclesiae. Lo sviluppo delle missioni» (28 febbraio 1926). E «Propaganda Fide» emana un decreto con cui istituisce la Giornata Missionaria mondiale da celebrare in tutte le chiese (14 aprile 1926). L'Allamano muore due mesi prima (26 febbraio 1926). Ma il suo sogno si realizza.

In Italia c’è la Conferenza degli Istituti missionari. 1) Di origine italiana: Pime, Missionarie dell'Immacolata, Missionari/e Comboniani/e, Missionari/e della Consolata, Missionari/e Saveriani/e; 2) Di origine estera: Missionari d'Africa (Padri bianchi), Società missioni africane (Sma), Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, Missionari Verbiti, Missionarie Mariste, Francescane Missionarie di Maria.


 

 

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