Germania nazista: Aktion T4, l'Olocausto caduto nell'oblio
di Marco Travaglini

“Ausmerzen ha un suono dolce e un'origine popolare. È una parola di pastori, sa di terra, ne senti l'odore. Ha un suono dolce ma significa qualcosa di duro, che va fatto a marzo. Prima della transumanza, gli agnelli, le pecore che non reggono la marcia, vanno soppressi”. Così Marco Paolini spiegava il titolo di un suo libro, diventato anche uno spettacolo teatrale. Quella raccontata in Ausmerzen era la storia di uno sterminio di massa conosciuto come Aktion T4 dove la sigla finale corrispondeva a un indirizzo di Berlino, il numero quattro di Tiergartenstraße. Era da lì, nelle stanze del quartier generale dell’ente pubblico per la salute e l’assistenza sociale, che il regime hitleriano governava una macchina di medici, infermieri, psichiatri, impiegati che nella Germania nazista hanno soppresso almeno trecentomila "vite indegne di essere vissute".
Un’agghiacciante tragedia non a tutti nota che rappresentò il terribile prologo di quanto accadde poi ad Auschwitz e nei campi di sterminio, una raccapricciante e tenebrosa realtà che svela una delle più orribili mostruosità del Terzo Reich, punto di partenza della pianificazione nazista tesa all'eliminazione dei deboli. Per i criminali della croce uncinata erano un peso, un costo che rallentava la marcia di un regime sotto i tragici influssi delle deliranti idee eugenetiche sulla razza superiore. Così, tra il 1939 e il 1945 nel territorio del Reich furono uccise centinaia di migliaia di cittadini tedeschi, persone disabili e malati di mente.
Le prime vittime del nazismo furono loro, insieme ad altri malati nelle zone occupate, ancor prima di ebrei, zingari, omosessuali, oppositori politici. In un delirio di motivazioni razziali pseudoscientifiche e economiche, mai dette apertamente però sapientemente indotte: forse anche per questo, ciò che accadde per mano di pochi, accadde sotto gli occhi di tutti. Uccisi da medici o per ordine di medici, da persone impiegate in luoghi che dovevano servire alla cura delle persone.
Oggi sappiamo molto di quel che successe durante il nazismo ma nonostante le prove emerse nei tribunali nel dopoguerra, per molto tempo la tragedia dell'Aktion T4 è rimasta a lungo un "olocausto minore", quasi dimenticato nella memoria collettiva. Quella moltitudine di persone per troppo tempo non ha avuto la necessaria considerazione. Solo negli ultimi decenni, grazie a studi storiografici approfonditi la vicenda ha assunto la rilevanza storica che le spetta come il primo sterminio di massa scientifico del nazismo.[1]
Note
[1] In proposito, va ricordato anche un passaggio emblematico che ha caratterizzato il film Vincitori e vinti (Judgment at Nuremberg), 1961, diretto e prodotto da Stanley Kramer, protagonisti grandi attori di Hollywood, da Spencer Tracy a Montgomery Clift, Marlene Dietrich, Burt Lancaster, Judi Garland, Richard Widmark. La pellicola narra una dei dodici processi per crimini di guerra che si svolsero a Norimberga a lato di quello principale che vide al banco degli imputati i gerarchi nazisti di primo piano. Nel film si affronta, infatti, il tema dei malati con deficit (anche lievi) mentali - splendida la recitazione di Montgomery Clift nel ruolo del perseguitato per motivi politici sottoposto a sterilizzazione chirurgica - e la crudele soluzione adottata dalle autorità nazista per "la difesa della razza".











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