Chi è al corrente della lotta in Meridione degli agricoltori?
Da due settimane presidi e manifestazioni degli agricoltori agitano il Mezzogiorno nel silenzio dei grandi mezzi di informazione. Bloccate le autocisterne di carburanti, distributori a secco. La protesta, che ha come epicentro la Calabria, ora si sta estendendo ad altre regioni meridionali e alla Sicilia.
di Francesco Adamo

In Calabria dall’inizio del mese di ottobre sono iniziati alcuni presidi sporadici in piccole realtà. Presidi contadini e di imprese agricole si sono poi formati per protesta contro il caro carburanti e nell'arco di questo tempo la mobilitazione si è estesa all'intera regione, con manifestazioni al porto di Gioia Tauro e proteste nei pressi dell’aeroporto di Lamezia Terme, mentre gruppi di agricoltori hanno si sono radunati presso i principali accessi autostradali della Salerno-Reggio Calabria e di altre importanti arterie, bloccando le autocisterne adibite al trasporto di carburanti. Risultato: numerose stazioni di servizio sono rimaste a secco di benzina e gasolio, e le poche rimaste con qualche goccio di carburante in più sono state prese d’assalto dagli automobilisti, assicurando l’esaurimento delle pompe in poche ore.

Rovesciando l'aforisma di Ennio Flaiano, la situazione grave quanto seria. Ed è spiegata dai numeri: in Calabria le aziende agricole superano di molto le 90mila unità, e questo spiega quante famiglie dipendano direttamente dalla campagna per il reddito, reddito oggi messo in ginocchio da due elementi concomitanti: l'aumento del costo carburanti unito alla riduzione dei prezzi dei prodotti agricoli. Si tratta di un combinato disposto, come denunciano gli agricoltori, che stanno creando "gravi quanto seri" problemi di sopravvivenza.
Ora, la protesta dalla Calabria comincia ad investire altre aree del Mezzogiorno. Presidi, infatti, si registrano in Basilicata, Puglia, Campania e Sicilia; in quest'ultima regione, tra l'altro, la tensione sociale si è allargata anche ai pescatori. Di fronte a queste massicce proteste, che ormai da più di una settimana hanno assunto fenomeni di massa, si deve però constatare il silenzio assoluto della stampa nazionale e della Tv pubblica e privata, ad eccezione dei ripetuti servizi delle emittenti e quotidiani locali, e dei Tg regionali, salvo un "timido" passaggio oggi, venerdì 16 ottobre, sui notiziari del Tg1 e del Tg3. tg1 e Tg3. Ed è un silenzio altrettanto inspiegabile se si pensa che agli agricoltori hanno portato la loro solidarietà politicamente trasversale tutti i sindaci delle aree interessate, e la Cgil della provincia di Cosenza, il che fa da contrasto altrettanto inspiegabile assenza delle associazioni di categoria.
In proposito, rimane da vedere se domani, gli agricoltori calabresi e quelli di altre regioni meridionali coinvolte nella protesta, si uniranno a Roma per saldare un legame con tutto il resto del mondo del lavoro attorno alla piattaforma sindacale proposta dalla Cgil per la difesa della Costituzione contro "riarmo, taglio al welfare, diseguaglianze, lavoro povero e precario, inflazione, crisi industriale ed emergenza clima".











Commenti