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Addio a Emma Bonino, leader dei radicali italiani

13 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 3 ore fa

È un pezzo di storia del nostro Paese che se ne va con la morte di Emma Bonino, la leader radicale che con Marco Pannella, morto nel maggio 2016 ha segnato le grandi battaglie per i diritti civili in Italia, contribuendo a cambiare una mentalità e una visione dei costumi a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. La notiziza della morte di Emma Bonino è stata data dal Sole-24Ore.

La presidente di +Europa, era nata a Bra in provincia di Cuneo nel 1948. Undici anni fa le era stato diagnosticato un tumore. A dicembre del 2025 era stata ricoverata in ospedale per un grave malore. La crisi, che si è rivelata fatale, nelle settimane scorse; di qui il ricorso nel reparto di terapia intensiva all'ospedale Santo Spirito di Roma. Le sue condizioni sono peggiorate nelle ultime dodici ore, ore fatali per la sua vita.

Come riporta Wikipedia, Emma Bonino rappresenta una delle figure tra le più importanti del radicalismo liberale d'età repubblicana e del femminismo italiano. Eletta dal 1976 in poi in varie legislature alla Camera dei deputati e al Parlamento europeo, infine al Senato della Repubblica. Ha ricoperto la carica di commissaria europea dal 1995 al 1999, quella di Ministro del commercio internazionale e delle politiche europee nel governo Prodi II dal 2006 al 2008, di vicepresidente del Senato della Repubblica dal 6 maggio 2008 al 15 marzo 2013, e successivamente di Ministro degli affari esteri nel governo Letta dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014.

Oltre ad aver ricoperto importanti cariche nel Partito Radicale, è stata membro del comitato esecutivo dell'International Crisis Group, ideatrice e promotrice della Corte penale internazionale, delegata per l'Italia all'ONU per la moratoria sulla pena di morte, nonché fondatrice dell'organizzazione internazionale Non c'è pace senza giustizia per l'abolizione delle mutilazioni genitali femminili.



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