DETTO IN POCHISSIME PAROLE. Libano in fiamme e signori della guerra
- Indiscreto controcorrente
- 5 giu
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Aggiornamento: 5 giu
di Indiscreto controcorrente

Com'era prevedibile: la pace in Libano è una chimera. La pagina non era ancora scritta, ma era leggibile comunque ogni giorno. A parlare sono le distruzioni di villaggi e città libanesi da parte dell'esercito israeliano, i razzi e i droni Hezbollah, i morti (più da una parte che dall'altra), le centinaia di profughi verso il nord, la fragilità del governo libanese implacabilmente all'ombra di una guerra civile.
Cui prodest? Ancora una volta, il vero vincitore è il signore della guerra mediorientale, Bibi Netanyahu che con la guerra su più fronti ha costruito una posizione di rendita del suo potere personale e politico, oltre a tenere distante il processo a Gerusalemme che lo vede imputato per il reato di corruzione. Altro che pazzo, come lo ha apostrofato al telefono il suo sodale Donald Trump. Netanyahu è uno straordinario cinico calcolatore, capace persino di rovesciare a suo favore l'eco della recente telefonata, giocata a livello mediatico come la cartina di tornasole della subalternità del premier israeliano ai voleri della Casa Bianca. All'opposto, proprio quel "sei pazzo" di Donald Trump ha rivelato quanto sia andata in profondità la strategia del governo estremista di Tel Aviv, quanto odio ha seminato e raccoglie, al punto di rendere persino giustificabile il rifiuto di Hezbollah di cercare un accordo di pace se l'esercito israeliano non si ritirerà dal Libano meridionale.
In Libano il dramma continua. Ieri è morto un casco blu di Unifil insieme a una cinquantina di persone, mentre a Washinton tramontava l'ipotesi di un cessate il fuoco in una guerra diventata elettronica, con sciami di droni che Hezbollah, l'altro signore della guerra, scatena su carri armati e infrastrutture israeliani.
Una manna dal cielo per i combattenti della fazione terroristica libanese e Netanyahu che nutre quel perverso e immutabile gioco di responsabilità reciproche che giustifica le loro esistenze. Chi spezzerà questo circuito criminale?











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