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DETTO IN POCHISSIME PAROLE. Donald Trump, l'esattore di Hormuz

di Indiscreto Controcorrente


@Centcom su X
@Centcom su X

Nel giorno in cui il Comando centrale americano (Centcom) annuncia su X la terza ondata di bombardamenti sull'Iran, il presidente americano ritorna a stupire il mondo, indossando un nuovo cappellino, quello di esattore.

La sua intenzione è quello di fare il guardiano dello Stretto di Hormuz. A pagamento, ovviamente, lui non fa nulla gratis, neppure il presidente Usa, come è noto. Ma per Hormuz imporrà, si è quasi schernito, prezzi calmierati al mondo: "appena" il 20 per cento del valore di ogni carico trasportato, a compensare gli oneri che gli Usa saranno costretti a sostenere per garantire la libera circolazione marittima. Al che, viene quasi da pensare che i veri dementi siamo davvero tutti noi nell'avere creduto che lo fosse Trump. Perché è sempre più chiaro dove il presidente Usa stia portando l'umanità: sotto il suo tallone.

Dazi, guerre, violenze, aggressioni, sequestri, pistole fumanti sempre nelle mani degli agenti dell'ICE in patria (ieri l'ultimo omicidio), sono l'architrave di un disegno mefistofelico sempre più evidente che Trump che realizzando, affossando la partecipazione democratica, per lui neppure un optional, ma qualcosa da eliminare. Nella storia degli Stati Uniti non sono mancati presidenti con vocazioni autocratiche, ma Trump si sta rivelando superlativo. Insuperabile. Capace di far impallidire persino America First, perché da oggi, di First c'è soltanto lui: Donroe, che aspira ad avere per giardino di casa il mondo intero.



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