La cittadinanza onoraria di Torre Pellice alla scrittrice e studiosa Anna Foa
- Vito D'Ambrosio
- 12 ore fa
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Un riconoscimento all’impegno civile, sociale e culturale e alla potenza del suo racconto
di Vito D’Ambrosio

Anna Foa dal 11 luglio 2026 è cittadina onoraria di Torre Pellice. Prima di lei Andrea Camilleri, Umberto Eco, Claudio Magris e Dacia Maraini. Spiega la sindaca di Torre Pellice, Maurizia Allisio: “L’idea mi è venuta in una sera di gennaio ascoltando Anna Foa nella trasmissione televisiva ‘Il Cavallo e la Torre’ condotta da Marco Damilano perché ho apprezzato moltissimo il modo pacato e determinato con cui illustrava il suo pensiero. Risulta essere una cosa atipica in un tempo dove tutti urlano per rafforzare il proprio punto di vista”.
I temi affrontati da Anna Foa nei suoi ultimi due libri sono delicati e complessi: antisemitismo, antisionismo, guerra in Gaza, genocidio, ruolo dello Stato di Israele dopo il massacro del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas. Qualcuno potrebbe dire semplificando: temi divisivi.
I due libri scritti da Anna Foa propongono chiavi di lettura della situazione in Israele e Palestina piuttosto articolate e ragionate. Il primo libro del 2024 si intitola Il suicidio di Israele mentre Mai Più, il secondo, ed è del 2026. Entrambi editi da Laterza ed entrambi ragionano sulle complessità di quanto sta accadendo in terra di Palestina e Israele e quanto sta accadendo nel mondo. Nelle parole di Anna Foa traspare il fatto che la quotidianità corre più veloce del pensiero. Difficile stabilizzare un punto di vista. Tutto cambia repentinamente e le idee espresse in questi testi hanno già subito delle evoluzioni. La guerra con l’Iran ha sicuramente definito altre e più complesse problematiche politiche.
Come si è arrivata all’assegnazione della cittadinanza a Foa? “Normalmente, spiega la sindaca, la cittadinanza viene assegnata all’interno del festival Una Torre di libri (iniziativa nata nel 2008 ndr.), a scrittori o intellettuali. Per Anna Foa è il suo retroterra di storica, scrittrice di saggi” ad essere riconosciuto, ma non solo. La sindaca, Maurizia Allisio, sottolinea che da questo incontro è convinta che “tutti potremo capire ed imparare da lei che non c’è una soluzione semplice a problemi complessi”. Verrebbe da pensare ad un dono al territorio. Un dono di parole e di pensieri.
Festival di libri, ma anche impegno sociale e civico. Le motivazioni che assegnano la cittadinanza ad Anna Foa sottolineano questo, il tutto che si coniuga: attività culturali, civili sociali e politiche. E per enfatizzare tutto questo l’amministrazione comunale di Torre Pellice ha esteso l’invito per questo evento a tutti i primi cittadini delle valli e del comprensorio di Pinerolo; agli amministratori regionali, della Città metropolitana torinese e alle autorità religiose. La sindaca sottolinea: “Ho fatto inviti istituzionali perché vorrei che questa consegna della cittadinanza portasse ad una presa di posizione civile allargata”.

Alle 17,30 il Tempio valdese è gremito di gente. C’è interesse per questo che non è una ‘semplice’ attribuzione di cittadinanza onoraria. Il lungo applauso che accoglie Anna Foa sottolinea l’apprezzamento per questa scelta dell’amministrazione comunale. Oggi, a Torre Pellice, è stata data la possibilità ai suoi cittadini (e non solo) di toccare con mano, attraverso una voce libera le cause, le ragioni e le difficoltà di lettura dei fatti che coinvolgono le persone in territori solo apparentemente lontani da qui.
La preoccupazione, secondo Anna Foa, è che “venga messo a rischio il patrimonio di valori che abbiamo costruito intorno alla memoria della Shoah e per rivendicare, oggi più che mai, un ‘Mai più’, che valga per tutte le donne e gli uomini. A prescindere da ogni credo e identità”.
In effetti la cerimonia organizzata dall’amministrazione comunale di Torre Pellice, che si è svolta all’interno del Tempio valdese, causa meteo sfavorevole, ha inserito un elemento di comunanza richiamato da Anna Foa: il 4 marzo del 1848 il re Carlo Alberto di Savoia emana lo Statuto che da lui prende il nome adottando i principi dello stato liberale e riconoscendo i diritti delle minoranze religiose allora presenti in Italia, i valdesi e gli ebrei. Dentro queste minoranze ruotano parte degli studi storici sviluppati da Anna Foa nei suoi anni di insegnamento e di attività universitaria. Anche dentro questi fatti storici che sembrano lontani, si sviluppano le chiavi di lettura dei fatti contemporanei.
Qui a Torre Pellice, terra di valdesi, di partigiani e di pensatori tra i quali Vittorio Foa, padre di Anna, e Giorgio Diena con il quale scrisse, dopo l’armistizio del 1943, ‘Il memoriale di Rorà’ è stato riposizionato il tempo: la storia di minoranza, la Resistenza al nazifascismo e uno sguardo sul futuro. Dentro il Tempio valdese strapieno di persone è andato in onda una piccola, ma neanche tanto, possibilità di comprendere la nostra storia odierna.
Dopo la parte ufficiale di consegna della cittadinanza ci ha guidati dentro le analisi, gli studi e i pensieri di Anna Foa il giornalista Gian Mario Gillio, portavoce di Articolo 21 Piemonte, che ha proposto delle chiavi di lettura davvero interessanti dei due libri sopra ricordati della neo-cittadina torrese. Nel tempio valdese si è alzata chiara una voce critica, libera e colta. E, come detto dalla sindaca, ferma ma pacata.





