Camillo Golgi: dal Risorgimento al Premio Nobel per la Medicina
In un libro, il racconto degli eventi patriottici che segnarono la vita del futuro scienziato nato a Corteno (Val Camonica), rettore dell'Università di Pavia, pioniere dello studio sulle neuroscienze
di Alberto Ballerino

Un libro dedicato a Camillo Golgi, che nel 1906 fu il primo italiano insieme con Giosuè Carducci che lo ricevette per la Letteratura a ottenere il Premio Nobel per la medicina. Si intitola ‘Una punizione esemplare. Camillo Golgi liceale nel Risorgimento pavese’ (editore Hoepli) ed è stato scritto dal professore Paolo Mazzarello. Esce in tutte le librerie l’11 settembre e il 12 si terrà la prima presentazione alle 18 nel Cortile del Broletto di Pavia in piazza Vittoria nell’ambito del Ticinum Festival.
“Il volume - spiega il professore Mazzarello - è stato pubblicato in occasione delle celebrazioni che a Pavia si tengono del centenario della morte di Golgi, da me coordinate. Riguarda un episodio della vita del celebre studioso: la sua espulsione dal Liceo Imperiale Regio (oggi Liceo Foscolo, ndr.) nel 1859 all’inizio della II Guerra d’Indipendenza. Cosa accadde? Il futuro premio Nobel rimase coinvolto in un episodio di contestazione delle autorità asburgiche. Un professore ungherese che insegnava tedesco, veniva intimidito dagli studenti dominati da sentimenti risorgimentali. Tra l’altro scrivevano frasi ingiuriose contro di lui sui muri e prendevano di mira lo stemma austriaco nella bandiera posta fuori dal liceo, bersagliandolo con delle uova. L’episodio raccontato nel libro si verificò una mattina nella classe dove c’era anche Golgi. L’ingresso del professore venne seguito da un battere fortemente i piedi per terra sotto i banchi da parte degli studenti. Tra questi venne identificato Golgi che inoltre rideva provocatoriamente. Dopo una rapida inchiesta, il futuro scienziato venne ritenuto colpevole ed espulso. Ma l’atmosfera fra i liceali diventò rapidamente pesantissima per via di due omicidi politici a spese di notabili filo-austriaci, entrambi proditoriamente pugnalati: un professore dell’Università e un giornalista. Al docente responsabile dell’espulsione di Golgi arrivarono lettere anonime in cui veniva minacciato di fare la stessa fine. La storia racconta quindi un momento estremamente drammatico della vita di Golgi”.
L’arrivo dei piemontesi cambierà lo scenario. “Lui, che era stato punito dagli austriaci, venne riammesso alla scuola e nel 1860 superò l’esame di maturità iscrivendosi poi a medicina. Nel 1965 si laureò iniziando il percorso che lo porterà a essere il primo italiano a vincere il Premio Nobel”. Il libro ci dice qualcosa di nuovo sull’uomo Golgi, su quanto erano sentiti questi ideali all’epoca. “Non parteciperà alle battaglie del Risorgimento come molti suoi compagni di corso, ma nella sua vita ci sono molti riferimenti alle lotte per l’Unità nazionale. Golgi considerava il Risorgimento quasi come una ineluttabile evoluzione scientifica in sintonia con le traiettorie della storia”.
Il post scriptum del libro narra i momenti successivi della sua vita. “Golgi ha cambiato ambiti molto vasti della biologia e della medicina. Le origini delle neuroscienze devono molto a lui. Il Nobel lo ebbe per aver messo a punto un metodo che permise di osservare per la prima volta la struttura cellulare fine del sistema nervoso centrale. Golgi identificò nuove architetture nervose differenziandole da zona a zona, realizzando una sorta di nuova cartografia cerebrale. Da quel momento la parte più complessa dell’universo conosciuto svelò quell’intreccio di elementi cellulari che, nella loro interazione, riescono addirittura, misteriosamente, a produrre il pensiero, forse l’enigma più sconcertante delle scienze della vita”.
Le neuroscienze sono il vero confine filosofico e scientifico della biologia contemporanea. “Veramente abbiamo a che fare con un organo misterioso, nonostante Golgi lo abbia svelato nella sua complessità strutturale. Capire come da un’interazione di cellule si arrivi alla soggettività è per ora un salto conoscitivo impossibile”.











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