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Alla giurista sudafricana Navy Pillay il Premio Nobel per la Pace

1 giorno fa
Tempo di lettura: 3 min

La sede del Comitato Nobel per la Pace a Oslo
La sede del Comitato Nobel per la Pace a Oslo

"Siamo molto orgogliosi"', così la città di Durban, la città sudafricana affacciata sull'Oceano Indiano, ha accolto il Premio Nobel per la Pace assegnato alla giurista di origini tamil Navi Pillay, nata nel 1941 nel sobborgo di Clairwood, una comunità estremamente povera, che in lei intravide una studentessa di grandi potenzialità e che non esitò a raccogliere i fondi necessari per darle l'opportunità di frequentare l'università. E Pillay ha spesso parlato di come la gente di Clairwood abbia sostenuto il suo sogno di diventare avvocato.

La scelta per l'assegnazione del Nobel per la Pace è caduta su una persona che per cultura, coraggio e capacità professionali ridà smalto a un premio che lo scorso anno, purtroppo, era stato condizionato dalle intemperanze o esuberanze, a secondo dei punti di vista, del presidente americano Donald Trump. .

Quinta di otto figli, padre autista di autobus, ha conosciuto l'amaro clima dell'apartheid sudafricana nel quotidiano e subito dopo la laurea in Giurisprudenza nel 1965, quando toccò con mano la difficoltà ad essere assunta in uno studio legale perché doppiamente discriminata: donna e di colore. Come oggi raccontano i media sudafricani, Navi Pilay ha svolto il suo tirocinio professionale sotto la guida di Narainsamy Thumbi Naicker, un membro bandito dell'ANC che all'epoca era agli arresti domiciliari.

Nel 1967 divenne la prima donna ad aprire uno studio legale proprio in quello che allora era il Natal e si pose immediatamente in prima linea nella difesa dei diritti civili difendendo gli attivisti politici detenuti dal governo razzista, tra cui membri del Movimento Unità accusati ai sensi del Terrorism Act nel 1971 e, a metà degli anni '70, i leader del Movimento della Coscienza Nera Saths Cooper e Strini Moodley.

E quando suo marito, l'avvocato Gaby Pillay, fu trattenuto dalla polizia di sicurezza ai sensi della legge sul terrorismo, lei lo rappresentò personalmente. Contribuì anche a stabilire diritti chiave per i detenuti a Robben Island, la prigione dove era detenuto Nelson Mandela. A lei, insieme con il professor Anshu Padayachee va ascritto il merito di avere fondato il Consiglio per le Donne Abusate a Durban, trasformato poi Reception di Consulenza per gli Abusati, che diede ai legali la possibilità di aiutare anche bambini, anziani e persone con disabilità. Secondo i dati forniti dall'organizzazione si stima in 500.000 i casi seguiti in quattro decenni.

Il Comitato Nobel norvegese ha annunciato a Oslo che Pillay, 85 anni, è stata onorata per il suo lavoro nella promozione della pace e del diritto internazionale, in particolare per il suo ruolo nell'assicurare che crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio venissero perseguiti.

Pillay è la prima donna sudafricana a ricevere questo prestigioso riconoscimento e la quinta dopo Albert Luthuli nel 1960, Desmond Tutu nel 1984, e Nelson Mandela e FW de Klerk, che lo condividero nel 1993.

Cyril Ramaphosa, presidente del Sudafrica dal 2018, si è congratulato con Pillay a nome del paese, affermando che il premio è un tributo al suo coraggio, integrità e impegno per la giustizia che dura tutta la vita. Ai media, il presidente ha affermato che il premio alla giudice Pillay permette di celebrare i contributi progressisti che ha dato per rafforzare la pace, difendere la dignità umana e portare speranza in Sudafrica e ai popoli di tutto il mondo. Il comitato ha scelto Pillay tra 287 candidati, 208 individui e 79 organizzazioni, nell'anno in cui il premio per la pace celebra il suo 125º anniversario.

Il premio, del valore di 12 milioni di corone svedesi, le sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre. (mi.r.)



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