I primi 10 anni del Polo del '900, casa della memoria per il futuro
di Luca Rolandi

“Il Polo del ’900 è uno dei progetti di cui Torino può andare più orgogliosa. La capacità di riunire 27 istituti culturali in un progetto condiviso rappresenta un patrimonio straordinario per la nostra città, tanto più prezioso nel momento storico che stiamo attraversando", così il sindaco di Torino Stefano Lo Russo per i primi dieci anni del Polo del '900. Un luogo culturale pensato, ideato, realizzato sotto la Mole, figlio da un'intuizione che alcuni pionieri ebbero una quindicina di anni fa, visionaria e prospettica, che nonostante le difficoltà resta una esperienza vincente.
Il Novecento è la nostra radice, che si allontana ma è ben salda nelle sue fronde e flussi di pensiero. Il secolo breve del massimo bene e sviluppo ma anche degli abissi dell’orrore delle guerre mondiali e della Shoah è stato un acceleratore della storia, dello sviluppo tumultuoso e malgovernato delle risorse del pianeta che oggi chiedono il conto. Ma anche il tempo dei diritti, delle emancipazioni femminili, di genere e di libertà. Siamo dunque figli di quel secolo con le contraddizioni e le conquiste.

Il Polo con i suoi enti, la sua conformazione “condominiale” dialogante e costruente non vuole fissare il tempo in una monumentalizzazione del XX secolo, ma partendo da quelle culture politiche e idealità che influenzarono milioni di persone, comprendere il passato per raccontare il presente e cercare di costruire il futuro. Il Polo del ’900 conta ogni anno oltre 70mila visitatori, più di 450 eventi e 150 appuntamenti didattici. Il patrimonio custodito dai 27 istituti comprende oltre 360mila volumi e mille archivi consultabili, in parte accessibili anche attraverso 9centRo, la piattaforma digitale che raccoglie documenti, immagini e testimonianze provenienti dagli archivi del Polo e di altre realtà italiane. Un patrimonio che alimenta un modello culturale fondato sul pluralismo e sul confronto tra prospettive diverse, mettendo in relazione la storia con i grandi temi della contemporaneità.
Nel Polo del '900 convivono idee, tradizioni, approcci diversificati, intergenerazionali, un approccio storico scientifico rigoroso, ma anche una divulgazione popolare e accessibile per dire che la memoria e la storia sono patrimonio di tutti e non esclusiva di qualcuno. Pluralismo e libertà, dialogo e confronto i capi di un itinerario nel quale giovani e adulti, scuole e istituzioni, movimenti e cittadinanza attiva si sentano parte. I partner storici che siglarono l’avvio dell’avventura del Polo del '900 la città di Torino, la Regione Piemonte e la Fondazione Compagnia di Sanpaolo, sono il link ad una legame e ad una governance per dare sostenibilità e accessibilità al progetto.
Poi ci sono le storiche fondazioni, istituti di ricerca vecchi e nuovi, il tesoro di memorie e di impegno democratico che parte dalla Lotta di Liberazione nazionale della Resistenza al nazifascismo con tutti gli istituti e le associazioni dedicate un patrimonio da coltivare, sviluppare e fare sempre più apprezzare in una calendario civile in grado di dare sostanza a temi di idee flebili, di contrapposizioni e polarizzazioni populiste e poco inclini ad una democrazia matura. Il presidente Alberto Sinigaglia e il direttore Alessandro Rubini hanno ribadito questi concetti e rilanciato i progetti prossimi venturi
Tra le principali novità, i due palazzi juvarriani che ospitano il Polo avranno gli stessi orari di apertura e servizi omogenei, per essere vissuti come un unico centro culturale. Palazzo San Celso vedrà il potenziamento della biblioteca e della sala lettura, con 24 nuove postazioni e 16 ore settimanali di apertura in più. A Palazzo San Daniele apre invece la nuova Libreria ItalyPost, dedicata principalmente alla saggistica, che ospiterà anche presentazioni di libri, incontri con gli autori e club di lettura.











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