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L’omicidio di Bakari Sako e il volto inquieto delle periferie italiane
di Vito Rosiello Tre coltellate letali. L'omicida quindicenne di Bakari Sako ha confessato nell'udienza di convalida del fermo davanti al gip del Tribunale dei minorenni di Taranto Paola Morelli. E nel farlo, l'omicida si è giustificato nel modo più classico, quanto scontato: aveva paura per i suoi amici; temeva che potessero essere aggrediti da un uomo di trentacinque anni, con la testa occupata più dal senso di responsabilità per la sua famiglia in Mali, mantenuta con il la
Vito Rosiello
16 magTempo di lettura: 3 min
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