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La sicurezza non si sposta, però al cittadino va comunque garantita
di Alberto Scafella C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui, da anni, affrontiamo il tema della sicurezza urbana: quando un cittadino arriva al punto di dire «ho paura di uscire di casa», invece di ascoltarlo, spesso gli viene spiegato che il problema è più complesso. Che bisogna lavorare sull’inclusione. Che servono educatori, tavoli, percorsi sociali, presidi di comunità. E, implicitamente, che deve avere ancora un po’ di pazienza. Il signor Mario Piero Mott
Alberto Scafella
3 giorni faTempo di lettura: 4 min
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