Spagna alle urne il 29 novembre Pedro Sanchez ha rotto gli indugi
Aggiornamento: 2 ore fa

Il capo del governo spagnolo ha sciolto le Cortes dopo la sconfitta dei decreti sull'edilizia abitativa. Il premier spagnolo, scrive El Pais, ha riconosciuto che l'esecutivo ha "commesso errori" e spiega che "per fare di più" deve "rinnovare ed espandere il sostegno del popolo". Nel suo discorso, aggiunge il quotidiano di Madrid, Sánchez ha ricordato i risultati economici e sociali raggiunti dal suo governo, dai progressi nelle energie rinnovabili ai diritti sociali e alla riduzione delle disuguaglianze. Inoltre, si è soffermato sulla necessità di affrontare crisi senza precedenti, come guerre o alti e bassi geopolitici, e di aver "combattuto tiranni, tecno-oligarchi e genocidi". Una stilettata è stata rivolta alle opposizioni, definite le peggiori possibili, quelle del PP e di Vox, "che hanno persino messo in dubbio la sua legittimità".
El Mundo, quotidiano conservatore, sottolinea il pragmatico del premier, politico abituato a stupire, ma costretto in qualche modo ad arrendersi all'evidenza. Scrive il quotidiano: "Dopo un fine settimana di riflessione, ascolto e studio, Pedro Pedro Sánchez ha deciso di anticipare le elezioni generali al 29 novembre e ne riporta le sue considerazioni: "È quindi giunto il momento che gli spagnoli decidano quale futuro vogliono per sé stessi e per il loro paese".

El Mundo fa anche una cronistoria dei "periodi di riflessione" che non sono mancati a Sánchez, e questo sarebbe il terzo, dopo i giorni di aprile 2024 caratterizzato dallo scandolo su sua moglie Begoña Gómez, accusata di traffico d'influenze, e nel giugno 2025, quando prese in esame la possibilità di anticipare le elezioni e dimettersi dopo lo scandalo Cerdán, il dirigente socialista coinvolto in un sistema di tangenti.
Severa l'analisi del quotidiano conservatore ABC che apre la sua pagina on line con il titolo Quattro anni di "crescita robusta" senza miglioramenti nel welfare dei cittadini. In altre, si legge nell'articolo, "La Spagna si è distinta nelle statistiche del PIL, ma questi progressi non hanno servito né a migliorare il reddito familiare né a progredire nei principali indicatori delle condizioni di vita". Di qui, logica conclusione, le proteste popolari e l'invito alle dimissioni.
Tra le immediate reazioni quelle del Partito Popolare preceduto da un incipit significativo: "Finalmente", all'annuncio delle elezioni e al "trasloco" di Sanchez dal Palazzo della Moncloa, sede del governo.
(in aggiornamento)











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