SETTIMANA FINANZIARIA. Risiko banche: mago, maghello, Lovaglio (Mps) come Houdini
- a cura di Stefano E. Rossi
- 17 ore fa
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a cura di Stefano E. Rossi
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Era solo questione di tempo. Non possiamo nascondere che ce l’aspettassimo tutti, nei corridoi della finanza. E infatti, eccolo: Luigi Lovaglio, Amministratore Delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, ha tirato fuori dal cilindro l’ennesimo... coniglietto. Venite a vedere il Mago Lovaglio, Signori e Signore, non ve ne pentirete!!! Che spettacolo! Quando viene messo all’angolo, Lovaglio riesce a dare il meglio di sé stesso. Al pari del più blasonato Mago Houdini, negli ultimi anni ha sempre sciolto le catene che lo imbrigliavano. I suoi più agguerriti nemici hanno tentato più volte di affogare ai primi vagiti i suoi ambiziosi (ma efficaci) progetti. Ma, come nella mitologia, le difficoltà per raggiungere la fama e il potere crescono durante il percorso. E, alla fine, con il suo sorriso guardingo il Cavaliere Bianco di Siena affronterà anche un drago.
Procedendo per ordine, all’inizio Luigi Lovaglio risana i conti disastrati di una banca agonizzante, data ormai per fallita. Quindi, permette allo Stato Italia (cioè noi) di monetizzare con ampio profitto la partecipazione pubblica. Poi, sventa gli attacchi esterni di arrembanti banche incorporatrici e, alla fine, scansa le perfide pugnalate interne di soci avidi e poco riconoscenti. E torna in sella. Forte e fiero.
Ma il drago, chi è? Carlo Messina, ovviamente, il CEO di Intesa Sanpaolo, che lo scorso giugno ha lanciato un'Opas da 30,6 miliardi di euro (Offerta pubblica di acquisto e scambio), con la collaborazione delle emiliane Assicurazione Unipol e Banca Bper. Bene: siamo finalmente giunti alla prova definitiva. Sono già noti i numeri delle operazioni in campo, pubblicati da tutti i giornali. Ma può aiutare riprenderli, sia sul lato dell’offensiva di Intesa Sanpaolo, sia da quello della reazione di Banca Monte dei Paschi.
Giovedì, 20 agosto, due giorni dopo la corsa del Palio di Siena vinto dalla Contrada del Nicchio ventotto anni dall'ultimo successo (profetico...?) Lovaglio ha ottenuto dal consiglio di amministrazione di Mps il via libera al suo progetto, senza voti contrari (solo 4 astensioni nel gruppo di minoranza). Da una Opsv (offerta pubblica di scambio volontario) di circa 34 miliardi di euro nascerebbe un nuovo gruppo formato da Banca Mps, Banco Bpm e Banca Generali. Avrebbe una capitalizzazione di circa 70-80 miliardi di euro e si posizionerebbe tra le prime dieci banche europee, la terza in Italia. Per rendere il piano operativo, l’assemblea straordinaria di Mps dovrà votare il 29 ottobre, esprimendo una maggioranza di almeno i due terzi dei presenti.
Intesa Sanpaolo, che aveva avviato la stagione del risiko incorporando Ubi banca, nella vicenda Mps è interessata a ottenere il controllo della prestigiosa Mediobanca e ad acquisire la quota di circa il 13% che Banca Mps detiene in Generali.
Dopo cinque anni di battaglie senza esclusione di colpi, intorno al tavolo del risiko bancario italiano sono rimasti in pochi. Si contano sulle dita di una mano. Potenti finanzieri o diciamo pure banchieri esclusivamente concentrati sulle sorti di colossi sempre più solidi. Il loro primato personale e aziendale esula ormai dal contesto nazionale, perché sono in grado di competere con le più alte dimensioni europee e internazionali. È un modello del made in Italy vincente.
Però, tornando al nostro punto di osservazione, dal loro atteggiamento sembra che le sorti del Paese vengano poste in subordine a quelle della finanza. Del resto, se una nazione potenzialmente talentuosa è in declino, non può essere demerito di uno solo. Quando le scelte del Governo si rivelano infruttuose, probabilmente un sistema industriale ed economico-finanziario esitante sulle leve della crescita o autoreferenziale non può sentirsi esente da colpe.
Criptovalute: precisazioni da Bruxelles
La Presidente della Bce, Christine Lagarde all’annuale raduno economico mondiale, il World Economic Forum, è stata sollecitata sul prossimo avvio della moneta digitale nei paesi dell’euro. Abbiamo le tecnologie per collocare una nostra soluzione in Europa, che sia sicura, disponibile e a condizioni vantaggiose, utilizzabile come mezzo di pagamento a condizioni ragionevoli. Il contante continuerà ad essere disponibile, secondo le preferenze del consumatore. Poi, una precisazione: le criptovalute non sono affatto delle valute. Sono attività speculative, non vigilate e tantomeno regolamentate.
Entrando nel merito dei temi economici avverte che l’industria, le esportazioni e la crescita europea stanno scomparendo. Non si può più contare, come in passato, su un’economia basata sui mercati globali, l’energia a basso costo e la stabilità internazionale. Basti pensare che i dazi e le politiche protezionistiche hanno prodotto lo scorso anno oltre 2.500 nuove restrizioni commerciali. La Cina è riuscita a sviluppare un vantaggio competitivo nel 40% dei settori, sovente subentrando alla leadership europea. A inizio secolo aveva un inserimento intorno al 25%. Infine, il costo industriale dell’energia in Europa risulta essere oltre il doppio di quello degli Stati Uniti e di circa il 50% della Cina.
I nuovi motori di sviluppo verso i quali concentrare risorse ed energie si devono ricercare nel rafforzamento del mercato unico, il potenziamento degli investimenti industriali, dell’intelligenza artificiale e in un maggior impiego di capitali.
Un'altra "perlina" di Trump: debito pubblico Usa inarrestabile...
L’Istat va in vacanza. Se non c’è nessuno, allora non c’è notizia. E nel sito vetrina non viene aggiornato neppure l’indice dei prezzi definitivo di luglio (cioè, l’inflazione), che era salito al +2,9%. Forse è una semplice distrazione. O forse per pietà, non volevano farci accorgere del rialzo.
Tutti al mare in Europa, tutti al lavoro negli Usa. Dagli Stati Uniti, evidentemente con un po’ d’invidia, ci arrivano due segnalazioni. Sono poco confortanti (per loro). I tassi sono sempre più alti. ll Tesoro Usa ha annunciato un riacquisto potenziato dei Treasury bonds a lunga scadenza. L’intento è di ostacolare una possibile speculazione. I titoli trentennali avevano toccato il 5,33%, che è il valore massimo dagli anni duemila. Stessa sorte per il decennale, che si spinge fino a 4,74%. Poi, arriva una seconda brutta notizia, quella del debito pubblico Usa. È cresciuto ancora e, per la prima volta, ha sforato i 40 mila miliardi di dollari (in Italia è di 3,2 mila miliardi di euro). Another brick in the wall (un altro mattone sul muro), cantavano i Pink Floyd. Anche se la notizia sul debito dello Stato era attesa, è l’ennesimo mattone che continua a innalzare una barriera di diffidenza, rafforzando la perdita di fiducia dei cittadini statunitensi nel loro debito sovrano.
Questa settimana sale il Gas (+7,23%) e scende il prezzo della carne di maiale (-15,46%). Il dollaro perde quota (1,677 verso l’euro) e il Bitcoin torna improvvisamente in auge, segnando un ragguardevole +23,73% (78.198 dollari). Si risveglia anche l’oro, che sale fino a 4.604 dollari l’oncia (127 euro al grammo).
A Piazza Affari il titolo Ferrari sale sull’onda delle aste di Monterey, riservate ai modelli classici. Vengono registrati in media prezzi in aumento dell'88% rispetto allo scorso anno. Secondo gli analisti di Jefferies, questa performance costituisce un supporto alla futura evoluzione positiva del titolo.
Il Borsino della settimana – rassegna dei migliori e dei peggiori titoli del listino FTSE MIB
I Tori: Ferrari +4,01%, Eni +1,88%,
Gli Orsi: ST Micro -7,70%, Leonardo -6,09%.
FTSE MIB: -1,69% (valore indice: 52.668)
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