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Per passione, non solo musica e parole...

Aggiornamento: 3 ore fa

Il settembre dell'instancabile Neil Young

a cura di Marco Berruti


Il Baccelliere ha deciso di spogliarsi dello pseudonimo e di cedere il passo, con la ripresa delle pubblicazioni, dopo due settimane di assenza per le vacanze estive, a sé stesso.

Così, dopo un anno e mezzo dall'esordio della rubrica "Per passione, non solo musica e parole", che riteniamo un autentico valore aggiunto per la comunità de La Porta di Vetro, si affaccia in punta di piedi, secondo uno stile che lo contraddistingue anche nel privato, Marco Berruti, musicista e critico musicale.

Accogliamolo con l'applauso che merita chi va in scena.


In tempi migliori, o forse soltanto più ingenui di questi, si pensava che le vie del rock, signore in minore di vite adolescenziali, fossero infinite. Lungi dal renderci conto che questo non è vero, probabilmente nella maggior parte dei suoi protagonisti, cui oggi non difettano le capacità e l’esperienza, ma soprattutto gli anni, è venuta meno la curiosità di esplorare questi sentieri, per lo più impervi. Neil Young fa eccezione. E ci fa piacere avere l'opportunità di occuparcene in occasione dell'uscita di un suo nuovo album live, As time explodes.

Sono passati 53 anni dalla prima raccolta dal vivo del musicista canadese. Il disco si intitolava Time fades away. Non a caso anche allora c'era un richiamo al tempo, che svaniva lento mentre ora esplode, violento e improvviso come gli avvenimenti che porta con sé. Forse un effetto neanche troppo nascosto dell'invecchiare.

A proposito di tempo, Young in questo disco documenta il presente, non celebra il passato. E il presente è fatto di una band, i Chrome Hearts, con cui suona dal 2024, formata da Micah Nelson, ultimogenito della star del country Willie, alla chitarra, Spooner Oldham alle tastiere, Corey McCormick al basso e Anthony LoGerfo alla batteria.

L’album è stato registrato nel corso del Love Earth Tour che ha attraversato Stati Uniti, Canada ed Europa durante il 2025. Un excursus attraverso la carriera di Neil Young, che si apre con un brano recentissimo Daddy Went Walking, e comprende quel Big crime, che Young ad agosto del 2025 ha composto come un attacco diretto al presidente Trump e alla sua amministrazione[1]. Senza mai nominarli, Young trasforma lo slogan MAGA in “No more great again”, parla di un “big crime” alla Casa Bianca, attacca quelli che definisce “fascisti” e critica la presenza di soldati nelle strade.

1970
1970

Ci sono poi alcuni dei classici del suo repertorio. Più recenti come Harvest moon. Antichi come After the Gold Rush. Una menzione particolare merita Cortez the killer[2]. La canzone che Young ha scritto a metà anni Settanta è ancora un potente manifesto contro l’imperialismo. Partendo dalla vicenda tragica dei conquistadores, apre uno squarcio su episodi moderni che la riecheggiano, mettendo in scena il meccanismo eterno della conquista.

Sul piano sonoro Cortez the killer torna nei live di Young e la sua presenza è testimoniata da numerose riprese discografiche, a cominciare da quella di Live Rust del 1979. Nel corso degli anni l’esecuzione si è dilatata arrivando agli oltre 14 minuti dell’attuale realizzazione. Una lunghissima improvvisazione quasi una contemplazione della tragedia. Il suono di Young non è per niente levigato. Ruvido e antivirtuosistico, sembra quasi cercare l’incertezza. Chitarristicamente, non dà la sensazione di poter fare qualunque cosa. Il bending è spesso al limite. Il feedback sembra prendere direzioni impreviste. Qui sta la sua forza, fatta di semplicità, primitiva ma sofisticata nell’attingere a elementi come il suono, l’attesa e la dinamica.

Neil Young, instancabile ultraottantenne, ha annunciato l’uscita di un nuovo album di inediti in studio. Second song, realizzato con i Chrome Hearts, uscirà il 18 settembre, a riprova di una creatività che il tempo, ancora quello, non sembra aver placato.


Note

[1] Young ha anche rispolverato il suo doppio passaporto per votare contro l’attuale presidente.

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