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Sinodo Valdese-Metodista con lo sguardo sugli effetti dell'IA

L'apertura nel pomeriggio di oggi, sabato 22 agosto

di Piera Egidi Bouchard


Quest’anno per il secondo anno si attua la sperimentazione di anticipare l’apertura del Sinodo col culto inaugurale al sabato, invece della domenica, chiudendo i lavori, a tappe ravvicinate, il mercoledì, onde permettere a quei delegati che abitano lontano dalle Valli e devono chiedere ferie, di sfruttare anche il tempo del weekend. Sono 180 i “deputati” – uomini e donne, laici e pastori - da tutt’Italia: si chiamano così e non “delegati”, perché sono liberi di votare in coscienza nei lavori sinodali, e non sono tenuti alle opinioni prevalenti su un determinato argomento delle comunità che li hanno eletti. I pastori – uomini e donne - sono presenti a turno, per evitare nella loro totalità di condizionare la presenza dei deputati laici.

E come ogni anno, la campana è suonata alle 15.30 all’uscita del corteo dall’aula sinodale dove i deputati sono andati a firmare la presenza, per dirigersi al Tempio: un momento emozionante per le molte persone accorse a vederli sfilare: in testa, con la toga prescritta, il predicatore designato già dal Sinodo precedente – quest’anno il pastore Eugenio Bernardini, che è stato anni fa moderatore, poi i membri della Tavola (l’organo di governo, eletti ogni anno per un massimo di 7, donne e uomini, laici e pastori o diaconi), il corpo pastorale, i membri delle varie commissioni di lavoro, i docenti della Facoltà di Teologia, gli ospiti delle chiese protestanti estere.

È come una sintesi vivente della struttura di questa piccola, antica chiesa cristiana, che lo scorso anno ha festeggiato la ricorrenza del Cinquantesimo dall’integrazione tra valdesi e metodisti, e quest’anno altresì ricorda i 50 anni dalla fondazione della Federazione Donne Evangeliche Italiane (FDEI), l’associazione che unisce le donne di tutte le maggiori chiese protestanti.

Il venerdì è stato dedicato a due importanti convegni. Il primo, nell’aula sinodale, è la tradizionale “Giornata Miegge”, intitolata così in onore del pastore e professore Giovanni Miegge, uno dei più importanti teologi valdesi dello scorso secolo, studioso in particolare di Kark Barth e di Lutero, e quest’anno è stato dedicato al tema “Vivere nell’era dell’Intelligenza Artificiale (IA)”.


Davide Rosso, direttore della Fondazione Centro Culturale, ha introdotto e coordinato i lavori: “Siamo inaspettatamente condotti in un mondo diverso – ha detto – l’IA arricchisce di immagini la nostra quotidianità: quali sono generate, e quali reali? Sono in gioco categorie come identità, verità, natura, storia, ma anche la medicina, la pedagogia, l’etica, la teologia. Bisogna cambiare le lenti con cui guardare la teologia: quali conseguenze per il futuro? Sentiamo la paura per questa IA che ci guida nel mondo, crea nessi, e questo ci spaventa. Inoltre essa è ‘entrata in classe’, la usano sia i docenti che gli studenti: dobbiamo capire come tutto ciò incida sul piano critico, se e come incida sulle persone.” Si apre inoltre il problema della governance - ha notato “la questione del potere, della responsabilità e della deresponsabilizzazione. C’è poi l’impatto sull’ambiente, perché sappiamo che l’IA è energivora, e infine che valore essa ha rispetto alla corporeità.”

Di fronte a questi molteplici ardui interrogativi si sono svolte due relazioni – che non possiamo qui riproporre- rispettivamente dell’antropologo dell’Università di Torino e della Fondazione Kessler Accursio Graffeo, e del filosofo della Facoltà teologica di Torino Mauro Grosso. Le comunità potranno anche leggere e discutere il documento ora presentato al Sinodo e varato dopo alcuni anni di lavoro dalla “Commissione per i problemi etici posti dalla scienza”, e presentato dalla coordinatrice, pastora Ilenya Goss, che lo ha definito un “Documento inaugurale”. Queste “Note per una riflessione etico-teologica in prospettiva protestante“, sono costituite da una ventina di dense pagine e da un utilissimo glossario, in cui si affrontano le sfide e le opportunità, ma anche l’etica, con esempi di criticità, la governance e la legislazione internazionale, e infine,” come l’IA interroga la Teologia”.

Nelle conclusioni, si nota che il documento ha l’intento di offrire  uno sguardo generale sull’argomento, nella consapevolezza della necessità di un continuo aggiornamento delle conoscenze, senza timore per l’innovazione, ma nella responsabilità per le comunità verso le nuove generazioni, che devono essere formate al pensiero critico, al tempo stesso con l’impegno di “lavorare con ogni altra forza che intenda indirizzare eticamente verso il bene comune il potenziale di questa rivoluzione tecnologica”.


Un successivo convegno, al Tempio, ha affrontato il tema importante di “Servire il territorio” da parte degli operatori e responsabili di settori della Commissione della Diaconia (CSD): Gianluca Barbanotti, Marco Armand Hugon, Manuela Vinay, Daniele Del Priore, Silvia David. Il presidente Daniele Massa ha illustrato l’ultimo dei “Quaderni” che riportano questo lavoro: “Quando predichiamo la giustizia stiamo facendo diaconia, perché educhiamo le coscienze; quando agiamo per la dignità stiamo predicando con l’azione, perché rendiamo visibile la speranza”, rilevando “la scelta ostinata di restare nei territori accompagnando chi è ferito, sostenendo laboratori di inalienabile dignità”.

La serata di questa densissima giornata ci ha regalato uno splendido concerto al Tempio sull’organo recentemente restaurato in tutta la sua potenza: il pastore di Torre, Michel Charbonnier ha introdotto le figure dei compositori, il francese Leon Boellemann, l’ungherese Zoltàn Gàrdonyi e il figlio Zsolt Gàrdonyi, di cui si è festeggiato l’ottantesimo compleanno con l’esecuzione di sue musiche da parte dell’applauditissimo Walter Gatti, organista titolare della chiesa di Torre Pellice, a sua volta compositore e docente presso l’Istituto “Arcangelo Corelli” di Pinerolo, che, nella sua molteplice attività è stato anche recentemente insignito della nomina di “Titulaire honoraire” del rinnovato organo della Collègiale di Briançon in Francia.


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