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Beatles 1965: l'emozione che non ritorna
di Marco Berruti

Il 2 ottobre Apple Corps e Universal Music hanno pubblicato la versione deluxe di Rubber soul dei Beatles. La nuova edizione - 4 cd o 6 vinili - è stata curata dal produttore Giles Martin, figlio di George, colui che diede forma e sostanza alle geniali intuizioni del quartetto di Liverpool, e dall’ingegnere del suono Sam Okell.
Rubber soul è il sesto album dei Beatles e rappresenta una cesura rispetto al passato. Uscito il 3 dicembre del 1965, è considerato il primo disco “adulto” dei Beatles. Anche se fa sorridere pensare che l’età dei quattro era compresa fra i 22 anni di George Harrison e i 25 di John e Ringo. Con Revolver i Beatles però cambiarono dimensione. Il fenomeno di costume, la boy band che aveva sfornato singoli di successo a ripetizione, si dimostrò capace di affrontare il long playing come opera organica. Per questo e per l’influenza che ebbe sui suoi contemporanei Rubber soul è una pietra miliare. Brian Wilson dei Beach Boys, dopo averlo ascoltato, disse che avrebbe voluto fare un disco come quello. E realizzò Pet sounds. Un altro pezzo di storia della musica rock.
Di qui il merito storico. L’attualità invece è fatta di un lavoro pubblicato pochi giorni fa, che parte da un disco di più di sessant’anni fa. L’originale conteneva 14 canzoni. Il nuovo ne contiene cinque volte tante, fra rimixaggi, outtakes, provini e inediti. Viene da chiedersi quale sia il portato di una realizzazione come quella che descriviamo.
L’operazione ha certamente un senso filologico. Il valore filologico della nuova Rubber Soul Deluxe Edition non supera però quello storico del disco originale. Si sente meglio, ci sono più inediti e possiamo farci un’idea più precisa del processo creativo. Ma tutto questo non aggiunge né toglie nulla al ruolo che i Beatles ebbero con questo disco, né a ciò che avevano fatto prima e avrebbero fatto dopo. Resta, semmai, un po’ di malinconia: ascoltare Norwegian Wood [1] o Nowhere man[2] senza poter provare l’emozione di chi le sentì per la prima volta nel 1965.
Note











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