Il vissuto rubato a Tania Terrin
- Daniela Nardelli
- 12 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
L'ennesimo femminicidio in Italia
Immagine e testo di Daniela Nardelli

Aveva 39 anni Tania Terrin, trovata morta domenica scorsa nella sua abitazione Camponogara, un comune di 12mila abitanti della città metropolitana di Venezia. Dalle prime indagini è emerso che la donna sarebbe stata strangolata dall'ex fidanzato Dino Keber, 43 anni, ritrovato poi morto suicida nella sua casa a Dolo, cinque chilometri da Camponogara.
La relazione tra i due era terminata in maniera burrascosa. Una relazione tossica, secondo Tania Terrin, che aveva lamentato l'esasperata gelosia di Dino Keber e, dopo essersi allontanata, l'aveva denunciato, destinatario poi di un ammonimento dal Questore.
Quello di Tania Terrin è il 34° femminicidio in Italia nel 2026.
Il vissuto rubato racconta, attraverso un linguaggio simbolico ed essenziale, la condizione di una donna privata della propria libertà e della possibilità di vivere pienamente la propria esistenza. Le scarpe rosse, abbandonate sul pavimento a scacchi, evocano una femminilità ferita, un cammino interrotto e un’identità da riconquistare.
La prospettiva conduce lo sguardo verso un arco lontano, oltre il quale una sottile luce dorata emerge dall’oscurità. È il segno della speranza, della possibilità di ricominciare e di riprendere in mano la propria vita. L’opera si trasforma così da immagine di perdita in metafora di rinascita: ciò che è stato rubato non cancella la possibilità di ritrovare la propria libertà. La scena assume una dimensione universale.
Quelle scarpe possono appartenere a una donna precisa, ma anche rappresentare tutte le donne alle quali, in forme diverse, è stato impedito di scegliere il proprio percorso. La luce, fragile e lontana, diventa allora la soglia verso un futuro ancora possibile. La composizione costruisce così un viaggio dello sguardo e dell’anima, dalle scarpe abbandonate in primo piano fino a quella piccola luce lontana. Un percorso dalla ferita alla speranza, dalla perdita alla possibilità di rinascere.











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