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Detto in pochissime parole. Quando il ministro fa Giustizia con la Grazia

di Indiscreto controcorrente


Bravo, bravo, bravo! Non si equivochi: il nostro entusiasmo verso il ministro Carlo Nordio non è concorrenza indebita o polemica a Mauro Nebiolo Vietti, legittimamente prodigo di apprezzamenti nei confronti di Giorgia Meloni per la sua "battaglia" sulle preferenze.

Assolutamente no: il nostro bravo al ministro di Grazia e Giustizia, per la verità sempre più di grazia che di giustizia, è quanto di più sincero e convinto coviamo da tempo nei suoi riguardi. E al nostro fianco, ne siamo certi, è schierata l'Italia democratica. Un'Italia ammirata dall'azione rivelatrice del Guardasigilli, all'indomani dell'apertura dell'istruttoria finalizzata a concedere la grazia al gioielliere condannato per avere ucciso due rapinatori. Un'iniziativa che, saltando a piè pari le prerogative del Quirinale, cioè del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha svelato con intima onestà più di qualunque voto e discussione parlamentari la cristallina natura del governo di cui fa parte, al cui vertice c'è la "brava" Giorgia Meloni. Ora l'Italia democratica sa con sicurezza (sic!)... il vero fine del governo: eliminare dal vocabolario la parola "limite", cioè non averne e quindi, per effetto deliberativo, e non transitivo, fare ciò che più pare e piace. Grazia compresa, preludio a come si sarà interpretato con la nuova legge elettorale il ruolo del garante della Costituzione, il Presidente della Repubblica.

Poi, c'è un altro e meritato "bravo, bravo, bravo!", che non vorremmo fosse letto come captatio benevolentia, però non si può sottacere: il ministro di Grazia e Giustizia ha reso un magistrale servizio alla sua capa, la "brava" Giorgia Meloni, neutralizzando con un solo colpo due avversari diversamente fastidiosi (agli interessi di Fratelli d'Italia, in questo caso): il macho Roberto Vannacci e l'irritante Matteo Salvini.

Da vero stratega, dote non ancora emersa appieno sul proscenio della politica italiana, ha devitalizzato con la richiesta di perdono, parola che affascina da sempre gli italiani, il "Me ne frego" di dannunziana memoria con cui il già generale dei para ha accarezzato di recente il pelo dei duri e puri della destra vera e autentica, quella che sogna il ritorno alle maniere "fascinose" ed "epiche", ma pericolose, della X Mas.

Allo stesso tempo in qualità di committente ha oscurato il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, che un giorno sì e un altro ancora sogna l'appuntamento con la storia in una sfida all'OK Corral, lui moderno Wyatt Earp, forse un po' meno bello di chi lo ha portato sullo schermo (Kevin Costner), comunque accompagnato dai fedeli fratellini della Lega.

Davvero un sincero grazie alla sua Grazia, signor Ministro.



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