top of page
logo.jpg

Cattolici: ritorno al futuro politico solo se si crea una classe dirigente

19 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

di Giorgio Merlo


Dov’è la classe dirigente che arriva dal mondo cattolico? Sandro Fontana, storico, intellettuale e dirigente politico della cosiddetta Prima Repubblica, amava dire pensando alla concreta esperienza della Democrazia Cristiana che “non si resiste a lungo in prima linea quando non arrivano le munizioni dalle retrovie”. Detto con parole ancora più semplici, il partito di ispirazione cristiana, cioè la Dc, non poteva reggere a lungo l’assalto dei suoi avversari storici se dal suo retroterra naturale, cioè il mondo cattolico, non arrivavano più né classe dirigente e né, tantomeno, l’elaborazione politica e culturale. Ora, e come ovvio, la Dc è consegnata da tempo agli archivi storici e il mondo cattolico nel suo complesso non produce più quella classe dirigente che, invece e al contrario, ha caratterizzato altre stagioni storiche e politiche del nostro paese.

Certo, l’assenza di partiti e di movimenti significativi di espressione o di matrice cattolica o cristiana, seppur nel rigoroso rispetto della laicità dell’azione politica, ha contribuito a rallentare se non addirittura ad indebolire del tutto una presenza politica dei cattolici. Ma, al contempo, non possiamo non dire che proprio dalle “retrovie dell’area cattolica”, per recuperare la bella espressione di Sandro Fontana, non sono più arrivate quelle munizioni culturali, ideali, progettuali e quindi politiche che hanno saputo segnare ed incidere profondamente nelle dinamiche politiche concrete del passato. Le ragioni di questa assenza sono molteplici ed è anche inutile soffermarsi per l’ennesima volta.

Una riflessione su tutte, però, si impone. Ed è quella riconducibile al fatto che la politica, l’impegno politico, la militanza politica e la concreta presenza negli strumenti principali della politica, cioè i partiti, non sono più state le vere priorità dei cattolici che hanno maggiore dimestichezza con l’impegno pubblico. Certo, e va pur detto, non possiamo dimenticare la predicazione e l’elaborazione della Chiesa nelle sue diverse e molteplici articolazioni nazionali e locali e dello stesso associazionismo cattolico sui temi che maggiormente caratterizzano ed attraversano la nostra società. Ma questa concreta, ricca e feconda elaborazione non riesce tuttavia a contribuire a formare quella classe dirigente che sarebbe quantomai necessaria ed indispensabile nelle dinamiche della vita pubblica contemporanea.

Questa assenza, purtroppo, genera anche una situazione che è sotto gli occhi di tutti. In altri termini, non esiste oggi nei vari partiti, e nei rispettivi schieramenti, una presenza politica e culturale significativa e, soprattutto, capace di incidere nelle scelte politiche quotidiane. Al punto che a sinistra è ritornata di moda l’esperienza dei vecchi e tradizionali “cattolici indipendenti di sinistra “ eletti nelle liste del Pci negli anni ‘70 e ‘80. Una esperienza certamente da rispettare, ma che ha certificato l’irrilevanza politica, l’inconsistenza culturale e la strutturale debolezza programmatica dei cattolici nella vita pubblica del nostro paese. E, specularmente, sul versante della destra è prevalsa la categoria delle presenze puramente “testimoniali”. Una presenza, cioè, del tutto avulsa dalla possibilità di incidere nella costruzione del progetto politico complessivo dei partiti o della coalizione di riferimento. Da qui deriva la sostanziale irrilevanza della tradizione, del pensiero e della cultura del cattolicesimo politico italiano. Nella sua versione democratica, popolare e sociale. Ecco perché, nel momento in cui, seppur lentamente e con molte contraddizioni, ritornano le tradizionali culture politiche, forse è opportuno che anche l’area cattolica italiana, seppur molto plurale al suo interno, si ponga il problema di una maggiore e migliore attrezzatura politica. E, nello specifico, che ponga anche al centro della sua azione e della sua predicazione il tema di come formare e qualificare una classe dirigente nella politica contemporanea. Facendo i conti sino in fondo anche con gli strumenti organizzativi che sono in campo, ossia i partiti e i movimenti politici.

Commenti


L'associazione
pdv_cover_edited.jpg

Approfondisci la nostra storia

Post recenti
bottom of page