Un "lusso" l'impiego dei parà della Folgore a Milano
di Michele Corrado

Scalpore sta suscitando la notizia, peraltro confermata in sede di intervista del Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”[1] sull’impiego di un reparto di formazione, basato su personale dei diversi Reggimenti della Brigata, di circa 500 effettivi in supporto alle Forze di Polizia in attività di ordine pubblico a Milano. Nello specifico, è la prosecuzione di quanto sta avvenendo con l'impiego di Reparti dell'Esercito nell’Operazione Strade Sicure.
È opportuno, è adeguato, è risolutivo? Per cercare di rispondere a questi naturali interrogativi, vediamo di addentrarci in questo scenario turbolento dell’ordine pubblico, non solo meneghino. Integrare le Forze di Polizia con Reparti Esercito è una misura presa più volte in passato, in particolare come contributo di sicurezza in periodo di elezioni presso i Seggi Elettorali. Ciò è determinato da una stima di insufficienza numerica di effettivi e disponibili in funzione dell’impiego richiesto. Si delinea quindi una necessità di integrare le Forze di Polizia con personale proveniente dalle Forze Armate in casi di eventi straordinari.
Ora l’Operazione Strade Sicure è in atto da un certo numero di anni e quindi siamo entrati all’interno di una situazione di “normalità”. Ne derivano due semplici constatazioni: o una insufficienza numerica delle Forze di Polizia oppure una loro inadeguatezza di capacità nell’affrontare i compiti d’istituto.
Considerando poi il rapporto effettivi delle Forze di Polizia/popolazione, si constata che il nostro Paese è forse quello più dotato da tale punto di vista a livello europeo, potendo contare sia su Forze di Polizia a status civile (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia locale), che a status militare (Carabinieri, Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza). È forse quindi da ricercare nell’impiego e nel coordinamento di tali risorse la difficoltà di gestione dell’ordine pubblico.
Per quanto attiene all’impiego delle Forze Armate per la gestione dell’ordine pubblico questo viene visto con scarso entusiasmo da parte dei vertici militari, essendo tali Forze reclutate, formate ed impiegate con finalità di successo in combattimento e non per assicurare lo svolgimento di un normale sabato di shopping nel centro di Milano. Vi sono poi i costi che non sono irrilevanti e non parliamo di quelli economici: impiegare reparti delle Forze Armate in ordine pubblico è un sotto impiego di tali risorse, con negativi effetti sul morale delle truppe e sul livello di prontezza all’impiego reale che questi assetti devono garantire.

C’è poi l’aspetto della tipologia del reparto chiamato ad operare a Milano. Le Aviotruppe sono unità destinate ad un impiego di livello operativo e strategico; non fanno parte dell’Esercito di Campagna come la Fanteria, la Cavalleria e le altre Armi che lo compongono. Sono unità ad elevata prontezza e spettro di impiego; certo sanno fare anche “ordine pubblico”, ma utilizzarle in questo ambito è un po’ come andare a fare la spesa con una vettura di Formula 1, sicuramente possibile, ma non molto intelligente, se non eccessivamente ostentativo.
Inoltre, se proprio si volevano mandare paracadutisti a Milano in tempi rapidi, si poteva utilizzare il Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, che oltre ad essere costituito da ottimi parà, ha tutte le relative qualifiche di Polizia e semplificazioni di impiego che questo comporta.
Verrebbe quasi da pensare che vi sia confusione su come affrontare le problematiche di ordine pubblico e da chi dovrebbero essere risolte. Cui prodest, a chi giova? è la domanda inevitabile.
Note
[1] Oggi ricorre l'84° anniversario della Battaglia di El Alamein nel corso della Seconda guerra mondiale che vide immolarsi la Divisione Folgore. Come si legge sul sito 84° Anniversario della Battaglia di El Alamein della Difesa, "la cerimonia si è svolta presso lo stadio comunale “Marcello Melani” di Pistoia con i paracadutisti italiani schierati, unitamente alle Divisioni “Ariete”, “Littorio”, “Pavia”, “Brescia”, “Bologna”, “Trento” e “Trieste” che nell’ottobre del 1942 seppero resistere con incredibile determinazione ed energia ai ripetuti attacchi avversari, respingendo ogni tentativo di sfondamento e infliggendo alle forze dell'Impero Britannico gravi perdite nonostante il rapporto di forze impari.
"[...] L’inaspettata resistenza dei paracadutisti italiani infatti, che registrarono nella battaglia oltre 1.100 tra morti, feriti e dispersi, costrinse i comandi inglesi a sospendere ogni ulteriore iniziativa.
L’84° anniversario della battaglia di El Alamein, che nel 2026 è coinciso con il raduno dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, ha visto la presenza dello schieramento guidato dal Comandante della Folgore, Generale di Brigata Dario Paduano, e formato dai reparti della Brigata Paracadutisti, dalle rappresentanze dei Reparti del Comando Forze Speciali dell’Esercito, del 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti Tuscania e dalla 46° Brigata Aerea di Pisa, ognuno presente con la propria Bandiera di Guerra".











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