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Un libro per voi: “Anonima cronisti. Non si bruciano le Panda”

Aggiornamento: 29 giu

a cura di Beppe Borgogno


L'esordio di Beppe Minello nel segno... del giallo è un bel libro, ma non è soltanto un giallo. Non si ispira a fatti realmente accaduti, ma lo sfondo è fatto di tanti e realistici scenari che l’autore ha avuto modo di frequentare, di osservare e di raccontare in più di quarant’anni di professione giornalistica. Minello, nel corso di una lunga carriera terminata come caporedattore a La Stampa, si è occupato di cronaca nera, di giudiziaria, e infine di politica, cioè di tutti gli argomenti che compongono la trama del suo romanzo d’esordio.

La vicenda parte da un’auto bruciata e dalla morte violenta di un consigliere comunale. Percorre avanti e indietro una storia iniziata un quarto di secolo prima, che troverà la sua soluzione nell’intreccio con le trasformazioni, e le tentazioni attorno alle speculazioni edilizie, della Torino post olimpica.

Un viaggio nel tempo, un percorso nella città e tra luoghi che servono a raccontare lo sviluppo della storia, ma anche, probabilmente, un pezzetto della vita dell’autore: da Pinerolo e le sue valli fino ai borghi e ai luoghi della Riviera di Ponente.

Il viaggio più importante che Minello ci racconta è però quello nella redazione di un giornale alla vigilia della rivoluzione digitale che ha cambiato così profondamente non solo il lavoro dei giornalisti, ma addirittura il senso ed il valore di una professione che non può perdere di vista il proprio ruolo al servizio della verità, per dare forza e alimento alla democrazia.

In quella redazione si trova un po’ di tutto: la passione, ma anche le tensioni, le pressioni esterne e insieme la caparbietà dei giornalisti impegnati nell’indagine.

Presentando il suo libro, Minello ha ripetuto più volte di appartenere alla categoria di chi “scrive ciò che conosce”, perché chi da cronista ha visto così tante facce della realtà non ha poi tutto questo bisogno di inventare. In questo caso il prodotto è una trama ricca, che si sviluppa con ironia e ritmo, affidando al protagonista, il cronista Matteo Pavese, il compito di affrontare vecchi speculatori e parvenu della politica locale, colleghi “difficili” e ostici taxisti.

Chi ha conosciuto Minello negli anni del suo lavoro, ritroverà in Matteo Pavese certe sue asprezze e spigolosità, ma soprattutto il suo rigore e la sua ostinata voglia di trovare la verità, e non solo la notizia.

E intanto il secondo romanzo, a quanto pare, è già pronto. Sempre, a quanto pare, per raccontare una nuova avventura dell’Anonima Cronisti.

 

[1] Beppe Minello, Anonima cronosti. Non si bruciano le Panda, Golem Edizioni

 

 

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