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Per passione, non solo musica e parole...

Beamon e Barron, in comune non soltanto la B iniziale, ma la perfezione

di Marco Berruti


Che cos’è la perfezione? Per conoscerne una manifestazione possiamo tornare a Città del Messico il 18 ottobre 1968. Si disputava la XIX Olimpiade dell’era moderna. Bob Beamon era un ventiduenne saltatore in lungo. Era favorito nella sua gara. Lo tormentavano però la sua emotività e la paura di sbagliare rincorsa. Per di più pochi mesi prima delle Olimpiadi era stato estromesso dalla squadra dell’Università del Texas a El Paso e aveva perso la borsa di studio. Aveva aderito al boicottaggio di una gara alla Brigham Young University, accusata dagli atleti afroamericani di pratiche discriminatorie, e aveva dovuto presentarsi ai giochi senza allenatore. Alle 15,45 Bob Beamon fece il salto perfetto. Atterrò a 8 metri e novanta centimetri dal punto di battuta. Record del mondo destinato a durare fino al 1991. Una misura che, se ripetuta, avrebbe consentito di trionfare in tutte le Olimpiadi successive.


di Sven Petersen in Wikipedia
di Sven Petersen in Wikipedia

Della perfezione del salto di Beamon ritroviamo le tracce tutte le volte che ascoltiamo un pianista come Kenny Barron. Barron, classe 1943, nativo di Filadelfia, è un musicista meraviglioso. Ha un talento speciale. Cura la forma. Ogni nota è pertinente. È un artista dalle molteplici sfaccettature. La sua è una presenza costante ma mai invadente. Arrivato a New York a inizio anni ‘60, ha fatto in tempo a collaborare con alcuni dei maestri del bebop, Dizzy Gillespie in primis. In seguito è stato uno dei fondatori degli Sphere, il gruppo che i partner di Thelonious Monk - in particolare Charlie Rouse e Ben Riley, avevano costituito per continuare ad esplorare l’universo del loro leader dopo che questi si era ritirato nel mutismo che ne caratterizzò gli ultimi anni[1].

Barron è stato l’accompagnatore preferito dell’ultimo Stan Getz, con cui ha realizzato il crepuscolare People time[2]. Compositore sensibile, ha una discografia sterminata. Più volte candidato ai Grammy Awards, ha suonato con cantanti - anche diverse fra loro come Helen Merrill e Abbey Lincoln - e solisti - fra cui piace ricordare la violinista Regina Carter[3]. Ha scritto musica da film - memorabili quelle per Spike Lee, Do The right thing e Malcolm X. Ha insegnato piano e armonia per venticinque anni alla "Rutgers University" in New Jersey e oggi insegna alla prestigiosa Juillard School of Music. Fra i suoi allievi figura Aaron Parks, uno dei più brillanti pianisti contemporanei.

Dal piano solo alla big band, Kenny Barron ha saputo imprimere alla musica una voce personale senza sovrapporla a quella degli altri, attraverso una qualità rara: essere sempre sé stesso senza costringere la musica ad assomigliargli[4].


Perfezione dicevamo. Il salto di Beamon fu un unicum. Perfetto e irripetibile. La perfezione di Barron è differente. In lui la compiutezza si rinnova, assumendo ogni volta una forma nuova. Erano gli anni in cui l’uomo andava sulla luna e anche Beamon andò così lontano da non poter più raggiungere se stesso. Dovette ricostruire la propria vita per andare avanti dopo lo sport. Malgrado la perfezione. Barron sera dopo sera ci conduce in una dimensione nella quale fa apparire naturale e semplice quello che così naturale e semplice non è. Un ulteriore punto di contatto fra i due rimanda alla apparente mancanza di sforzo che il salto di Beamon e le esecuzioni di Barron comunicano. Il che fa dimenticare la fatica, lo studio e il sudore. Anche questa è perfezione.


Note

[1] Come si può notare, lo stile di Barron è molto diverso da quello di Monk https://youtu.be/pagZ_SG92iw?si=utg09yFx6ozCxLFB ma si tratta di una prospettiva che la musicalità rende in qualche modo consequenziale.

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