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Pensando a Donatella Pacces

Aggiornamento: 29 dic 2022

di Tiziana Bonomo


©La Stampa Donatella Pacces con il marito Piero Robba, Torino SAA, 11 dicembre 1979

Nel 1979 ho conosciuto Donatella Pacces, scomparsa all'età di novant'anni.[1] Incontro inevitabile il mio nell'entrare come allieva del primo anno della Scuola di Amministrazione Aziendale (SAA), la prima business school italiana, in via Ventimiglia a Torino, dal momento che lei era figlia di Federico Maria Pacces, il fondatore della SAA [2].

Ma lei non era soltanto la figlia di un uomo illustre, illuminato e colto. All'interno della scuola, cui ha dedicato la vita, lei aveva avuto la capacità di uscire dall'ombra paterna con una personalità propria, forte: un concentrato di energia che ne faceva una instancabile coordinatrice delle attività di formazione e la responsabile degli stage di tutti gli studenti.

Come definirla? Intelligente, caparbia, intuitiva, impositiva, dominatrice, ma di fondo - qualità rara - attenta a tutti, proprio a tutti i suoi studenti. Era come un metal detector che perlustrava la SAA per intuire le potenzialità, il livello cognitivo, le capacità di ogni singolo ragazzo-ragazza che avrebbe potuto proporre ad aziende, istituzioni. E a lei devo l’opportunità di uno stage “straordinario” al Teatro Regio per realizzare una tesi, all’epoca sperimentale: “Un teatro e il suo marketing”! Così ho avuto modo di conoscere suo marito, Piero Robba, completamento perfetto con la sua creatività, il suo lato artistico, la sua teatralità della parte razionale di Donatella.


L'irruzione terroristica dell'11 dicembre 1979

L’attentato di Prima Linea, con tutto il dolore e l’inquietudine, ha confermato ancora più il suo ruolo e il significato per lei della SAA. E per noi? Anche! Da quella data drammatica, terribile, a lei si è aggiunto un ulteriore obiettivo cioè quello di non far dimenticare quanto era avvenuto alla SAA: 11 dicembre 1979. L'importante era non finire nel corridoio dei bagni per non essere sparati alle gambe. Dirlo adesso è facile. Ma quel pomeriggio Donatella non lo sapeva. C'era un sole freddo, come tanti nell'inverno torinese. Lei aveva visto, avrebbe raccontato trent'anni dopo, "quattro persone che mi aspettavano. Quello che mi puntava la pistola nella schiena era Sergio Segio. Mi chiese chi ero. Dissi che ero un’impiegata. Finii nell' aula magna insieme ad altri 200".


Donatella Pacces in mezzo agli ex-allievi del 1979 e alcune persone dell’organizzazione della SAA. Torino SAA, 11 dicembre 2019

Tanti sono i ricordi di quello che Donatella Pacces ha seguito in questi anni oltre ad offrire una presenza costante dentro e fuori dalla SAA: ritrovi di ex-allievi, commemorazioni dell’attentato, immagini in mostra nella scuola, dichiarazioni alla stampa per tenere vivo il ricordo, la fatica di rimanere una scuola unica, che nei decenni ha sfornato grandi e famosi manager. Se lo doveva, credo, e credo che sentisse di doverlo a quel padre che con i suoi assistenti Giovanni Zanetti, Enrico Filippi e Gian Maria Gros Pietro, diventate figure di rilievo nel nostro Paese, era stato intuitivo nell'esplorare anche le possibilità offerte dal mercato della consulenza d’impresa.


La lungimiranza di Federico Maria Pacces

Non a caso, nel discorso pronunciato il 10 novembre del 1960 per l’inaugurazione dell’Anno Accademico 1960-61 dell’Università di Torino Federico Maria Pacces aveva sottolineato che "al giorno d’oggi, per avere successo negli affari, un diploma universitario vale più d’una grossa fortuna. Il giudizio non è nostro: è il giudizio del Business americano sulle scuole americane di amministrazione industriale. Cioè sul prodotto di quelle scuole". Profetico. Tre anni dopo, il 3 dicembre del 1963, l'Ateneo Subalpino riconosceva la Scuola di amministrazione industriale, intitolata a Vittorio Valletta, come scuola diretta a fini speciali e facente parte della Facoltà di Economia e Commercio. Nel 1974 la Scuola assunse l’odierna denominazione di SAA, unica business school italiana a far parte integrante dell’ordinamento universitario[3].

Con lei si chiude un’epoca. Un'epoca d'oro per la SAA che ha plasmato temperamenti caparbi, Intelligenti, intuitivi, impositivi, dominatori, difficili… e anche impossibili.

Grazie Donatella.


Note


[1] La cerimonia funebre si svolgerà domani, 30 dicembre, nella Chiesa Sacro Cuore di Gesù, in via Nizza 56 alle ore 10.

[2] Federico Maria Pacces fu anche tra i fondatori del quotidiano 24 Ore, che intaccò il monopolio de Il Sole (col quale si sarebbe fuso nel 1965). Nel 1959 fondò la rivista L’impresa che fu la prima esperienza di marketing dell’università italiana.

[3] Pacces aveva iniziato nel 1929 la realizzazione del progetto di una scuola per l’insegnamento tecnico a distanza, l’Istituto aziendale italiano, che traeva ispirazione dalle scuole per corrispondenza americane. Con questa iniziativa, maturata dal suo vissuto di studente lavoratore e del tutto innovativa per l’ambiente italiano, cominciò il suo percorso sulla formazione manageriale e sulla trasmissione del sapere tecnico-scientifico.



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