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Non sottovalutiamo il virus dell'influenza

di Enrica Formentin

Come tutti gli anni a cavallo tra novembre e dicembre ci ritroviamo a dover combattere con l’influenza stagionale. Una malattia respiratoria contagiosa, causata dai virus influenzali. Le previsioni per l’imminente stagione influenzale non sono positive [1]: ci si aspetta infatti un’epidemia piuttosto vivace (6-7 milioni di casi). Il freddo, senza dubbio, può debilitare e indebolire il nostro organismo ma ad oggi gli studi epidemiologici e le ricerche non hanno trovato evidenza di un legame tra temperature rigide e infezioni virali o batteriche.


Una lettura dei bollettini Influnet

Non si può semplicemente attribuire le cause della stagionalità dell’influenza e altre infezioni tipicamente invernali al freddo. Il presidio principale di difesa contro il virus dell’influenza è il vaccino consigliato a tutti e raccomandato soprattutto nelle fasce a rischio: bambini, persone con più di 65 anni o con patologie croniche, operatori sanitari e in molti casi a pazienti con immunodeficienze.

Il quarto bollettino Influnet relativo al monitoraggio dell’infezione pubblicato in data 25 novembre (settimana di osservazione dal 14 al 20 novembre), mostra quanto sia in sensibile aumento il numero di casi di sindromi simil-influenzali (ILI) in Italia. Influnet ha appena iniziato ad elaborare i suoi bollettini, basati sulle segnalazioni dei medici di base e dei pediatri.


• 9.50 casi per mille soggetti, in particolare (come sempre) i bambini sono i più colpiti (29,6 casi ogni mille soggetti di età inferiore ai 5 anni).

• 560 mila casi nella settimana dal 14 al 20 novembre, per un totale di circa 1.790.000 di casi dall’inizio del monitoraggio.


Mantenere le precauzioni anti Covid

Il distanziamento sociale, lo smart working, il drastico calo dei viaggi e degli spostamenti ha impedito anche ai virus, che si spostano grazie ai loro ospiti umani, di viaggiare da una parte all’altra del mondo. Il risultato è che questo inverno, quando incontreremo i quattro virus influenzali che secondo l’Oms circoleranno di più, saremo più suscettibili. Si tratta di patogeni che cambiano ogni anno è vero, ma di poco, e quindi l’esposizione degli anni precedenti ci protegge, anche se in parte.

Nonostante le ristrettezze per la pandemia nella popolazione siano state allentate molti esperti sottolineano ancora l’importanza di continuare a tenere la mascherina nei luoghi affollati, di lavarsi spesso le mani e di rimanere a casa se abbiamo febbre o sintomi influenzali. Precauzioni e comportamenti che valgono soprattutto per le persone fragili, quelle cioè che hanno un sistema immunitario meno robusto. Per le fasce di popolazione a rischio in Italia il vaccino antinfluenzale è gratuito.

La protezione con tale vaccino risulta lunga come negli scorsi anni, e gli esperti la consigliano in quanto non si sa come evolverà la diffusione del virus. Un appuntamento con tale vaccino come prevenzione che dovrebbe diventare fisso ogni anno. I grandi passi avanti che si sono fatti nello studio dei vaccini hanno permesso di mettere a punto un anti influenzale che ha come obiettivo di allontanare dalla popolazione non tanto il contagio, ma le complicanze, che in questa stagione fanno aumentare gli ingressi in Pronto Soccorso e le ospedalizzazioni.


Il vaccino alleato nella prevenzione

Eppure, cifre alla mano, è chiaro che il vaccino antinfluenzale non è ancora riuscito a entrare nella routine di prevenzione. Se è vero, infatti, che dal 2000 il trend di vaccinazione fra gli over 65 è in aumento, è un fatto che rispetto alla stagione 20-21, dove forse ad agire era la paura del Covid, l’adesione alla campagna vaccinale nella stagione 21-22 è diminuita di 7 punti percentuali, passando da 65,3% a 58,1%. Un risultato non certo buono considerando che il ministero della Salute stabilisce nel 75% l’obiettivo minimo per la vaccinazione nelle popolazioni target e nel 95% quello ottimale.

Il calo registrato nella scorsa stagione non promette bene per quella che si è appena aperta. Da ottobre, infatti, è partita la nuova campagna, come sempre interpretata dalle Regioni in maniera diversa in quanto a data di partenza, modalità di somministrazione e quantità di vaccini a disposizione. C’è chi è partito all’inizio del mese e chi alla fine, regioni in cui è possibile fare il vaccino in farmacia, oltre che negli hub vaccinali o dal medico di famiglia.


Un pericoloso combinato influenzale...

Anziani e fragili purtroppo sulla base dei soli sintomi è sostanzialmente impossibile distinguere l’influenza stagionale dalla COVID-19 (salvo forse nel caso di disturbi dell’olfatto, disturbo piuttosto caratteristico della seconda), per questa ragione i soggetti con sintomi dubbi sono invitati a sottoporsi ad un tampone rapido-molecolare di verifica. Anche se non siamo in piena pandemia come un anno fa è chiaro che la pandemia COVID-19 non è ancora finita. Purtroppo gli indicatori in Europa suggeriscono l'inizio di un'altra ondata di contagi. Alla luce di ciò, si riconferma la necessità di proteggere la salute delle persone, in particolare dei più vulnerabili, utilizzando tutti gli strumenti disponibili.

La potenziale co-circolazione COVID-19 e influenza stagionale, un autentico e pericoloso combinato disposto, metterà le persone vulnerabili a maggior rischio di malattie gravi e morte, con la probabilità di una maggiore pressione sia sugli ospedali che sugli operatori sanitari, già stremati da quasi tre anni in prima linea nella pandemia. Dobbiamo evitare la co-circolazione sui nostri sistemi sanitari. Insieme alle misure di salute pubblica, la vaccinazione rimane uno dei nostri strumenti più efficaci per combattere entrambi i virus e permettere ai nostri ospedali di non ritardare prestazioni e cure a malati oncologici, cardiopatici e soggetti con patologie croniche serie.


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