top of page
logo.jpg

"La pazienza è finita": prosegue la lotta dei lavoratori ex Ilva

2 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Sindacati sconcertati dalla latitanza del governo

di Alberto Ballerino

 

Oggi, 14 ottobre, inizia un nuovo sciopero di 48 ore proclamato dai sindacati in tutti i siti della ex Ilva dinanzi a una crisi sempre più involuta che rischia di distruggere l'intero comparto dell'acciaio in Italia. Manifestazioni e cortei si sono registrati a Genova, dove i lavoratori hanno avuto un incontro con la sindaca del capoluogo ligure Silvia Salis, che al di là delle frasi di circostanza dei sindacati, non ha smosso di una virgola la situazione. A conferma è arrivata anche una dichiarazione della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che nella sostanza scarica le responsabilità sui governo precedenti, assolvendo di fatto i suoi quattro anni consecutivi che sono il fiore all'occhiello della sua permanenza a Palazzo Chigi. Per fare che cosa, è una domanda che ora si chiedono i lavoratori ex Ilva.

Domande che prendono corpo e sostanza anche in Maurizio Cantello, segretario provinciale della Fiom Cgil di Alessandria, che segue con attenzione lo stabilimento di Novi Ligure. Il suo è un giudizio estremamente negativo sugli ultimi provvedimenti del Governo: “Palliativi, non servono a niente. Se parliamo di siderurgia, di prospettive e di mantenimento delle attività produttive, sono completamente inutili. L’unico aspetto interessante è quello di non spegnere definitivamente gli altiforni. Il piano di reindustrializzazione è solo per Taranto e tra l’altro era già stato introdotto in occasione dei Giochi del Mediterraneo ad agosto. L’ennesimo segnale che non c’è un piano concreto e di visione generale per rilanciare la siderurgia. Naturalmente sono vicino al territorio tarantino e ai suoi lavoratori, ma faccio notare che di Novi Ligure non si discute minimamente. Nell’ultimo incontro a cui ho partecipato a Palazzo Chigi il ministro Marina Elvira Calderone aveva parlato di risorse per la cassa in deroga per gli artigiani in riferimento all’indotto e di cassa straordinaria per noi: non c’è traccia di tutto questo. La vicenda è grottesca”.

Sulla stessa linea il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere: “Per ora si stanno occupando soltanto della cassa integrazione. Adesso bisogna lavorare su una proposta che avevo avanzato un anno fa in Senato, rimanendo inascoltato: avevo detto che noi eravamo dell’idea di prendere in considerazione la possibilità di acquistare materiale al di fuori di Taranto perché così a Novi Ligure e Genova si può continuare a lavorare.  Mi fa piacere che questa proposta sia presa in considerazione, ma arriva in ritardo di dodici mesi. Quindi occorre accelerare per renderla concreta. Le iniziative di carattere assistenziali sono doverose, ma ora attendiamo iniziative tese a mantenere il futuro produttivo. Questa apertura da parte dei commissari secondo cui si sarebbe la volontà di acquistare materiale da ditte esterne è positiva. Ho letto questa mattina che la Marcegaglia potrebbe essere disponibile. L’importante è che si possa mantenere un futuro produttivo ai nostri stabilimenti. Vediamo anche cosa la Corte di Cassazione deciderà nella prossima settimana ma al di là di questo i nodi andranno affrontati. La Corte di Cassazione può anche decidere di sospendere il decreto della Corte di Appello di Milano, però bisogna fare in modo che gli stabilimenti continuino a lavorare”.  

Intanto le iniziative sindacali continuano. “Domani – dice Cantello -  faremo un presidio davanti alla Prefettura, abbiamo già chiesto un incontro al prefetto. Quindi ragioneremo su altre iniziative, non ci fermiamo perché mi sembra non ci sia più niente da perdere. E lo hanno detto anche a chiare lettere i lavoratori di Genova-Cornigliano, insoddisfatti della latitanza dell'esecutivo”.   


Commenti


L'associazione
pdv_cover_edited.jpg

Approfondisci la nostra storia

Post recenti
bottom of page