La denuncia "dimenticata": Leonardo export-armi a Israele
di Gianni Alioti

Tra le tante notizie occultate dai media mainstream in Italia una merita sicuramente attenzione. Il fatto che il gruppo Leonardo, tra le prime dieci aziende al mondo e ala prima in UE per fatturato militare nel 2025, sia stato portato a gennaio di quest’anno in Tribunale per le armi vendute a Israele.[1]
Alla denuncia di Hala Abulebdeh, farmacista gazawi a cui è stata sterminata tutta la famiglia, si sono unite le associazioni A Buon Diritto, ACLI, ARCI, Assopace Palestina, ATTAC Italia, Pax Christi e Un Ponte per…, chiedendo al Tribunale civile di Roma che siano dichiarati nulli tutti i contratti stipulati da Leonardo (e dalle sue controllate o intermediarie) con lo Stato di Israele per la vendita di sistemi d’arma, compresi quelli stipulati prima del 7 ottobre 2023 che prevedono la fornitura nel tempo di ricambi, servizi d’assistenza tecnica, supporto logistico e aggiornamento software. L’azione legale chiama in causa anche lo Stato italiano, che col ministero dell’Economia e delle Finanze è azionista di maggioranza di Leonardo.
Si sostiene la violazione della legge 185/90
L’azione legale della cittadina palestinese e delle associazioni si basa sulla persistente violazione della normativa italiana che regola l’esportazione, l’importazione e il transito di materiale d’armamento (Legge n.185/1990 che vieta il trasferimento di armi a/da Paesi in conflitto armato e/o che violano i diritti umani fondamentali; dell'articolo 11 della Costituzione e del diritto internazionale. Inoltre, nell’esposto è stata avanzata la domanda inibitoria, diretta a vietare a Leonardo e alle sue controllate o intermediarie la stipulazione, per il futuro, di contratti analoghi con lo Stato di Israele.
La prima udienza al Tribunale civile di Roma si è svolta in sordina il 27 marzo 2026 ed è iniziata la fase del confronto legale, in cui le parti hanno precisato le rispettive posizioni e depositato le relative note scritte. Durante la fase preliminare, i legali di Leonardo hanno formalmente richiesto di poter chiamare in causa direttamente lo Stato di Israele nel processo.
Questa istanza è stata respinta dal Tribunale civile di Roma con ordinanza del 19 maggio, nella quale ha ritenuto conclusa la fase istruttoria e ha assegnato i termini di legge per depositare le memorie difensive finali, fissando la prossima udienza il 16 ottobre 2026 per la decisione. In questa sede verranno raggruppate in via definitiva tutte le prove, i documenti e le ultime repliche scritte. Una volta trattenuta la causa in decisione, la legge prevede che il giudice pubblichi la propria sentenza entro 90 giorni dal termine ultimo d'ottobre. L'esito della sentenza di primo grado è quindi atteso tra la fine di dicembre 2026 e gennaio 2027.
L'informazione riproposta da Presa diretta
Se non fosse stato per “Presa Diretta”, il programma di RAI3 diretto da Riccardo Iacona, che ha dedicato recentemente una trasmissione sui conflitti internazionali e sul ruolo dell’Italia, con un focus dettagliato sui flussi e sui rapporti commerciali di materiale bellico tra Leonardo e Israele, l’esistenza di questo processo non sarebbe, probabilmente, venuto alla luce.
Purtroppo, quando gli interessi (e l’immagine) di determinate realtà industriali come Leonardo sono in discussione, scatta nel nostro Paese una malcelata autocensura da parte dei media, ma anche un colpevole silenzio della politica e delle stesse confederazioni sindacali che, in un caso gravissimo come questo, dovrebbero prendere posizione almeno per separare le colpe di azionisti e manager da quelle dei lavoratori che rappresentano (che non hanno alcun potere decisionale su cosa produrre e per chi produrre).
Qualsiasi sia l’esito della sentenza di primo grado (accoglimento totale o parziale della denuncia, inammissibilità per difetto di giurisdizione o rigetto nel merito), la responsabilità etica e sociale di Leonardo nell’economia del genocidio compiuto dallo Stato di Israele verso il popolo palestinese sarà una macchia indelebile.
Non solo per quanto contestato e oggetto di giudizio nel procedimento in corso al Tribunale civile di Roma, ma fintanto che il gruppo Leonardo sarà direttamente presente in Israele con la DRS RADA Technologies, la quale fornisce all’Israel Defense Forces soluzioni radar e avioniche testate da loro stessi sul campo; fintanto che i cannoni navali super rapidi OTO Melara 76/62 prodotti da Leonardo a La Spezia finiranno a bordo delle corvette militari israeliane che bombardano Gaza dal mare; fintanto che altre forniture di armamenti e mezzi militari prodotti da Leonardo Spa o da sue controllate (Leonardo DRS) o partecipate (MBDA) in USA e UK arriveranno a Israele; fintanto che Leonardo produrrà parti e/o componenti dei caccia F35 venduti dalla Lockheed Martin all’IDF…
Note











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