Dal medioevo ad oggi, lo sguardo dei valdesi sulla libertà religiosa
Aggiornamento: 12 set
Analisi e commenti sul recente convegno a Torre Pellice
di Piera Egidi Bouchard

La “Società di Studi Valdesi” è un’antica fondazione storica risalente al 1881, allora col nome francese, essendo quella la lingua di cultura e delle celebrazioni liturgiche delle Valli, poi costrette all’italianizzazione dal fascismo. Comprende oltre 15.000 volumi di storiografia valdese e custodisce un Archivio storico di 180 fondi di famiglia di pastori, persone ed enti, dichiarato nel 2002 di notevole interesse dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. Ogni anno a settembre viene promosso a Torre Pellice un Convegno in più giornate – che sarà edito sulla rivista semestrale” Riforma e movimenti religiosi”-. Quest’anno il tema era particolarmente complesso: “Libertà religiosa e libertà di coscienza dal medioevo all’età contemporanea”, tanto che ogni sessione avrebbe meritato un convegno a parte…
La prima giornata del 3 settembre si è aperta con un’introduzione generale del presidente, lo storico Gian Paolo Romagnani, affrontando il tema dell’evoluzione della libertà confessionale nel medioevo (Isabella Gagliardi, per cui la libertà è ‘ libertas Ecclesiae,’ e l’eresia infrange un ordine, è sempre un crimine), e della tolleranza e libertà religiosa nell’età della Riforma, a partire da Erasmo, in un percorso che vede Lutero, Castellione, Calvino, e va a finire successivamente con Montaigne (Lucia Felici) e nell’età dei conflitti religiosi, che riguardano non solo i conflitti col cattolicesimo, ma anche le fratture interne alla Riforma (Francesco Quatrini).
La seconda giornata ha sviluppato il percorso della libertà religiosa nell’Europa contemporanea, nell’età di Cavour “libera chiesa in libero stato”(Pierangelo Gentile) in collegamento con la battaglia illuminista per i diritti dell’uomo, e in particolare l’opera di Voltaire “Il trattato sulla tolleranza” (Vincenzo Ferrone) e attraverso la comparazione dei vari diritti (Roberto Mazzola, che ha illustrato anche il progetto di un Atlante comparato dei diritti religiosi in Europa).
Nel pomeriggio, dopo una visita guidata dei convegnisti al Museo valdese, sono state analizzate alcune importante figure della cultura giuridica italiana del Novecento, quali Francesco Ruffini che ha studiato i vari Riformatori e le loro opposizioni, distinguendo l’intolleranza religiosa legittima, se non diventa intolleranza civile (Andrea Frangioni), Arturo Carlo Jemolo, la cui opera risponde alla domanda fondamentale su quali limiti debbano essere posti al potere affinché si affermi la libertà religiosa (Paolo Valbusa), Alessandro Galante Garrone, nella sua lunga battaglia pubblicistica sulla libertà religiosa e la laicità dello Stato (Gian Paolo Romagnani), e infine una relazione di Alberto Cavaglion “Cauto elogio del separatismo”, in cui si rileva particolarmente il vulnus alla libertà di coscienza dell’insegnamento religioso nella scuola pubblica. La giornata si è conclusa con la presentazione al tempio del volume di Paolo Naso “Dio benedica l’America. Il fondamentalismo cristiano dai creazionisti a Donald Trump”, con la partecipazione insieme all’autore del giornalista Gad Lerner.
La terza giornata è stata contrassegnata dall’analisi dell’opera del giurista Giorgio Peyrot sul tema della libertà religiosa (Ilaria Valenzi, che recentemente gli ha dedicato un saggio “La prima attuazione dell’art.8 della Costituzione. L’Intesa valdese e il contributo di Giorgio Peyrot”); inoltre si è illustrata la sua opposizione alla “legge sui culti ammessi” del 1929 (Daniele Ferrari) e la sua battaglia per le Intese tra lo Stato e le confessioni religiose (Paolo Gay).
Un’importante intervento, che ha rappresentato anche una testimonianza personale, è stato quello di Valdo Spini, deputato socialista all’epoca della firma dell’Intesa da parte della Tavola valdese guidata dal moderatore Giorgio Bouchard, di cui faceva parte anche il padre, lo storico Giorgio Spini, metodista, del quale il figlio ha ricostruito l’impegno per l’attuazione dell’articolo 8 della Costituzione e la sua battaglia per la libertà religiosa sulla rivista di Piero Calamandrei “Il Ponte”.
A sua volta Paolo Naso ha affrontato le dinamiche interne alla chiesa valdese riguardo all’Intesa, tra una antica concezione di separatismo dallo Stato, e una visione più moderna di “componente” della società italiana, che portarono allo scontro drammatico tra “il giurista” Giorgio Peyrot, autore del primo testo dell’Intesa e “il politico”, il moderatore Giorgio Bouchard che la firmò, nonostante una modifica dell’ultimo momento imposta dall’intervento della Chiesa cattolica sulla vexata quaestio dell’ora di religione.
Il convegno si è chiuso con uno sguardo al futuro, ad opera del vicepresidente pastore Giuseppe Platone "Per una ‘Giornata nazionale della libertà di coscienza, di religione,di pensiero’. La proposta del 2006 è ormai superata?”.











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