top of page
logo.jpg

Alla radice del male: follia e sangue nella mente del generale Videla

14 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Breve ritratto dell'ispiratore del golpe di cinquant'anni fa in Argentina

di Vice


Jorge Rafael Videla - Pubblico dominio in Wikipedia
Jorge Rafael Videla - Pubblico dominio in Wikipedia

“Prima elimineremo i sovversivi, poi i loro collaboratori, poi i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti e infine gli indecisi”. Fu questo il "manifesto" demoniaco, di aperta e sconsiderata violazione dei diritti umani, del generale Jorge Rafael Videla, ispiratore e regista del golpe militare in Argentina del marzo 1976 che depose la legittima presidente Isabelita Peron, dando vita a uno dei più spietati regimi della storia del Novecento.[1]

Baffetti da play-boy latino a parte, Videla non aveva nulla di particolarmente attraente. Viso asciutto, ossuto, lineamenti e occhi che emanavano freddezza e distacco, Videla reclamava la figura del militare tutto di un pezzo, indisponibile alle mediazioni, tratti che nella società reazionaria argentina lo avevano reso l'alfiere del conservatorismo radicale, il cui punto d'onore consisteva l'anticomunismo viscerale e l'esaltazione di una malintesa interpretazione dei valori cristiani. Non a caso, l'appellativo di "Hitler della Pampa", "guadagnato" con la fucilazione di migliaia di persone e la sparizione di altrettante, fino a contare circa 30 mila vittime, oltre ad altri orrendi delitti di cui fu accusati nei diversi processi, tra i quali il rapimento di bambini (almeno cinquecento), quelli partorite dalle "sovversive" ristrette nelle carceri e nelle stanze della tortura.

In proposito, recuperiamo quanto scrisse nel maggio del 2013, nel giorno della morte di Videla il giornalista Paolo Manzo: "Le madri venivano fatte partorire nei campi di concentramento della dittatura e poi uccise. [Il folle progetto] maturò negli ambienti della P2, la loggia massonica segreta di Licio Gelli a cui era affiliato l’altro cervello dell’operazione ruba-bambini, l’ammiraglio Emilio Massera, morto nel novembre del 2010".

Al giornalista Ceferino Reato, che con lui ebbe una serie di incontri tra l'ottobre 2011 e il marzo 2012 nel carcere federale a Campo de Mayo, incontri vissuti dall'intervistatore come "venti ore passate con un grande demonio", Videla raccontò nella sua lucida follia la "Disposizione finale" con cui aveva gettato nel sangue e nel terrore l'Argentina: “Bisognava eliminare molte persone che non potevano essere portate dinanzi la giustizia né essere fucilate”. E per una serie di ragioni, prima tra tutte la pressione dell'opinione pubblica internazionale. Di qui l'agghiacciante locuzione Disposizione finale, due parole del lessico militare che esprimono, come è stato osservato, l'eliminazione di ciò "che non serve più, che non è più utile".

A Ceferino Reato, il generale spiegò anche i passaggi con cui si era pianificato e realizzato il genocidio argentino: primo passo, la detenzione o il sequestro di migliaia di leader socialisti e sovversivi; successivamente gli interrogatori in luoghi segreti o clandestini seguiti dalle riunioni guidate dai capi delle cinque zone in cui fu diviso il paese, si decideva la morte dei detenuti considerati “irrecuperabili”. I corpi venivano fatti sparire, gettandoli in mare, o sotterrati in posti segreti, o ancora bruciati in un forno o con le gomme delle automobili. L'obiettivo, dichiarò ancora Videla era l'imposizione della disciplina in una società anarchica, per uscire da una visione populista, demagogica in cui era precipitata con il peronismo.

Jorge Rafael Videla è morto nel penitenziario di Marcos Paz, a una sessantina di chilometri da Buenos Aires il 17 maggio 2013, a pochi mesi dal compimento del suo 88° compleanno. Furono in pochi a rimpiangere quell'uomo condannato a cinquant'anni di carcere, che aveva comunque goduto dell'appoggio illimitato degli Stati Uniti e dell'allora Segretario di Stato Henry Kissinger, il grande puparo che aveva manovrato negli anni Settanta e gli inizi dell'Ottanta l'Operazione Condor mirata a instaurare regimi autoritari in chiave antipopolare nei Paesi Latino Americani.


Note

Commenti


L'associazione
pdv_cover_edited.jpg

Approfondisci la nostra storia

Post recenti
bottom of page