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Alessandria riscopre Livio Pivano, il Prefetto della Liberazione

21 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Non è davvero mai troppo tardi. Alessandria ha riscoperto la figura di Livio Pivano, il prefetto della Liberazione che sognava gli Stati Uniti d’Europa. Ieri, venerdì 15 ottobre, nel Broletto, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria (Cra), è stata presentata la sua biografia, scritta da Alberto Ballerino. ‘Livio Pivano il prefetto della Liberazione’ è il titolo del volume, pubblicato su iniziativa di Città Futura, Anpi e Isral con il sostegno della Fondazione Cra. Da ricordare anche l’apporto della Società di storia, arte e archeologia di cui l’autore è il presidente. Oltre a Ballerino, sono intervenuti il presidente della Fondazione Cra Paolo Arrobbio, il presidente di Città Futura Renzo Penna, il presidente provinciale dell’Anpi Roberto Rossi e il direttore della Biblioteca dell’Isral Cesare Manganelli.  Nel corso del dibattito è intervenuto anche Mariano Santaniello, presidente dell’Isral.

Numeroso il pubblico presente, rimasto affascinato dalla figura di Livio Pivano, uomo che ha attraversato la prima metà del ’900 da vero protagonista con coraggio straordinario, visione di lungo periodo e valori incrollabili, le cui radici affondano nella cultura risorgimentale. Tra gli aspetti che più hanno impressionato, il suo europeismo che inizialmente ha come punto di riferimento Mazzini e Cattaneo per poi svilupparsi con originalità nel corso del tempo fino a cristallizzarsi in modo definitivo negli anni della Resistenza quando agisce come leader in provincia del Partito d’Azione. Per Pivano, il nazionalismo è l’anticamera del totalitarismo: rappresenta un pericolo non solo per la pace, ma anche per la democrazia. Un pensiero politico che parte dal Risorgimento e si proietta sul contemporaneo, mantenendo ancora oggi una sua stringente attualità.


A 18 anni, la fuga da casa per combattere in Grecia

A fianco dell’intellettuale c’è l’uomo d’azione che si contraddistingue per il suo coraggio e anche questo ha contribuito ad affascinare il pubblico. Pivano, classe 1894, ancora minorenne, fugge da casa per unirsi ai garibaldini che combattono a fianco dei greci contro l’impero ottomano (Prima guerra balcanica 1912-1913), ma viene fermato a  Brindisi dove è andato per imbarcarsi. Dopo avere portato in provincia Cesare Battisti, nella Grande guerra viene ferito in modo grave per tre volte e sempre chiede e ottiene di tornare in prima linea. Esponente dell’Associazione Nazionale Combattenti in Parlamento, dopo il delitto Matteotti, si scontra direttamente Mussolini, chiedendo lo scioglimento della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale.  Organizza ad Alessandria l’ultima grande manifestazione contro la nascente dittatura con circa 15mila persone in piazza Garibaldi, attirando l’attenzione anche del Corriere della Sera. Durante il Ventennio diventa il leader indiscusso dell’opposizione laica al Regime, tenendo nella sua casa riunioni settimanali con anche un centinaio di partecipanti. Imprenditore di successo, assume nella sua fabbrica i lavoratori perseguitati dalla dittatura perché antifascisti. 

La proposta di intitolazione stradale

Dopo l’8 settembre viene arrestato due volte: nel primo caso i giudici timorosi di rappresaglie lo assolvono e nel secondo si salva la vita fuggendo dalla caserma dove era stato portato. Nominato prefetto del CLN, è il protagonista delle trattative che portano in provincia alla resa definitiva a Valenza delle forze tedesche.

Durante la presentazione particolarmente significative le testimonianze di chi ha avuto la possibilità di conoscerlo, tra cui il professore Renato Balduzzi, già ministro della Salute (nella foto), e il senatore Adriano Icardi. La presentazione ufficiale della biografia è il primo passo per riaccendere l’interesse su questa figura di leader democratico ed europeista ingiustamente dimenticata. Nel corso dell’incontro Renzo Penna, presidente di Città Futura, ha ribadito la proposta per ricordarlo anche sul piano istituzionale con l’intitolazione di un significativo angolo della città.

 

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