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Katia Zanotti: "Al G8 a Genova fu vera repressione, ma la situazione non è certo cambiata oggi... Anzi"

19 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

di Alberto Ballerino


I venticinque anni delle violenze avvenute a Genova per il G8 continuano a essere oggetto di riflessione. Un nuovo appuntamento sul tema si tiene sabato 26 settembre alle 17,30 a Castellazzo  Bormida nella sede della Fondazione Luigi Longo in via Baudolino Giraudi 421. ‘Genova 2001. Una durissima storia e nessuno ha chiesto scusa’ è il titolo dell’incontro. Sarà proiettato il video ‘Abuso di potere’ di Giuliano Ravera e interverranno nel dibattito la scrittrice e giornalista Donatella Alfonso e l’onorevole Katia Zanotti, componente del Comitato Interparlamentare di indagine sui fatti di Genova. Coordinerà Silvana Dameri (Fondazione Longo).

“Oggi – dice Katia Zanotti -  ripercorrere i  fatti drammatici di Genova significa ripensare una pagina drammatica della storia italiana. Quello che accadde è stato di una gravità inaudita. Ricordiamo gli arresti del tutto arbitrari e senza motivazioni, la morte di Carlo Giuliani, l’assalto e i pestaggi nella scuola Diaz, gli episodi di Bolzaneto. Per la scuola Diaz sono stati più di 96 gli arrestati, tanti i feriti.  Giustamente si è parlato di macelleria messicana con interruzione dei diritti consentiti da uno Stato democratico come quelli di manifestare, di informare la famiglia dei luoghi di detenzione, di accedere direttamente ai legali del Legal Social Forum contro gli arresti arbitrari. Tutto questo rimane una pagina amara. La politica non ha chiesto scusa e persino i magistrati in quei giorni non hanno aperto bocca. Questa è la mia valutazione oggi rispetto a quei fatti che hanno visto una crisi dello Stato democratico peraltro mai riconosciuta”.

La valutazione di oggi richiederebbe un approfondimento. “Questo non è stato compiuto dalla Commissione di indagine parlamentare di cui ho fatto parte. Abbiamo visionato per notti intere i video prodotti dagli operatori di Indymedia, ma la Commissione aveva esclusivamente compiti conoscitivi e non inquisitori. Sarebbe stata utile una commissione di indagine con i poteri della magistratura ma non è stata voluta. Il pm Zucca al processo di Genova sui fatti della Diaz è l’unico che ha puntato il dito sul gotha della polizia, compreso Gianni De Gennaro, allora capo della polizia e molto protetto naturalmente dal centro destra, ma anche dal centro sinistra. Sta di fatto che a conclusione di tutti i processi che hanno riguardato poliziotti, carabinieri, polizia penitenziaria, ecc. ci sono state 44 condanne per Bolzaneto. Molte sono andate in prescrizione, alcuni degli incriminati sono stati persino premiati con carriere dentro e fuori la polizia”.

Rimane il ricordo del movimento no global. “Aveva costruito una nuova idea di sviluppo, legata a una modifica dei modelli occidentali. Erano molti i temi di merito contenuti nella sua piattaforma. Oggi del movimento no global non rimane più niente”.

Ora dopo venticinque anni c’è da chiedersi se sia ancora possibile una repressione coma quella che avvenne a Genova. “Temo dal punto di  vista delle garanzie dello Stato democratico, sono preoccupata anche per i provvedimenti governativi su quanto riguarda le forze dell’ordine, i diritti a manifestare, la libertà di espressione e di produrre atti di dissenso. Non credo sia migliorato niente rispetto ad allora, anzi le prescrizioni si sono aggravate”.               

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