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Il viaggio poetico di Paolo Viola: un’emozione d’arte ad Asti nella Giornata del Contemporaneo

23 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

di Silvia Giordanino

Accade spesso che chi abita un luogo finisca per darne per scontata la bellezza. Serve allora uno sguardo "straniero", capace di arrivare da lontano con l'incanto intatto, per restituire a una città tutta la sua carica di meraviglia. È ciò che accade ad Asti attraverso le opere di Paolo Viola, artista di origini partenopee, che oggi, sabato 10 ottobre, apre le porte del suo atelier in via Quintino Sella 34/A in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI. Un’opportunità unica, concentrata in una sola giornata (dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 20:00), da cogliere al volo: che siate di passaggio per un treno in stazione, viaggiatori curiosi intenti a esplorare il Monferrato o appassionati d'arte, questo atelier è una tappa imperdibile.

​Il percorso visivo ed emotivo proposto da Viola è un viaggio poetico che si svela attraverso immagini viste o immaginate, capaci di stupire e di legare mondi lontani. Si parte idealmente dalle sue radici partenopee, evocate nei quadri in cui affiorano vivi gli scafi adagiati sull'acqua riflettente, gli approdi silenziosi e gli scorci di isole e borghi arroccati sull'azzurro del mare. Da lì, il fil rouge dello sguardo solare dell'artista incontra il rigore, la dolcezza e la poesia del paesaggio piemontese.

L'arte di Viola riflette una rappresentazione profondamente realistica, lontana da astratti voli pindarici, ma capace di elevarsi a una vera e propria dimensione quasi di filosofia estetica grazie a pennellate intrise di emozione e a una tecnica pittorica rigorosa e molto studiata. Attraverso sovrapposizioni sagomate, velature e trasparenze d'olio su tela, l'artista regala alla materia una grazia impalpabile e quasi la delicatezza dell'acquerello, creando una poesia visiva e tridimensionale in cui ogni opera si svela come un dipinto nel dipinto.

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In questo cammino guidato, l'itinerario ci accompagna dalla particolare vivacità dell'infanzia — con dipinti in cui Viola sa cogliere l'energia e la freschezza dei bambini, come quella bambina che corre felice in mezzo a un prato fiorito sfiorando la tela con pura spontaneità — per spingersi poi nel cuore profondo della terra, tra la figura di una persona scorta da lontano tra i filari ordinati di una vigna colta nel suo momento autunnale più intimo e spettacolare, tra foglie di un rosso acceso che incendiano la collina.

​È in questo viaggio continuo che l'arte di Viola si intreccia indissolubilmente con la storia della città e con le sue grandi tradizioni: dall'energia travolgente dei fantini in corsa al Palio di Asti, al fermento popolare di una via storica affollata, fino all'anima viva delle grandi manifestazioni cittadine come il Festival delle Sagre, la Fiera Carolingia, il Bagna Cauda Day, le Arti e Mercanti e la Douja d'Or.

​Tra le varie citazioni non mancano anche le anime culturali della città, dal festival Passepartout alle note di AstiMusica, rievocando la figura indimenticabile di Massimo Cotto, a cui l'artista era legato da profonda amicizia e stima reciproca.

​Paolo Viola racconta Asti con gli occhi da innamorato: una mostra e un incontro d'arte da non perdere. D'altronde, come ci viene ricordato fin dai tempi antichi, la Bellezza è negli occhi di chi guarda.

 
 
 

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