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"Dopo le parole, aspettiamo da Stellantis anche i fatti"

Aggiornamento: 10 apr

di Gianluca Ficco


A due giorni dallo sciopero di otto ore in provincia di Torino, all'insegna parola d'ordine "Adesso basta.

E' il momento di cambiare la rotta" [1], i sindacati metalmeccanici hanno incontrato stamane presso il Centro Stile di Mirafiori a Torino, l'amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares. La valutazione di Gianluca Ficco, della segreteria nazionale Uilm.


“L’incontro con il vertice del Gruppo Stellantis è stato una occasione preziosa sia per ascoltare il punto di vista della multinazionale su come affrontare la transizione all’elettrico, sia per esporre le legittime rivendicazioni dei lavoratori”. “Stellantis si è dichiarata impegnata a ridurre i costi delle vetture elettriche per restare competitiva anche in futuro, mentre con specifico riferimento all’Italia ha ribadito la volontà di confermare appieno la sua presenza nel nostro Paese valorizzando il grande patrimonio ereditato da Fiat. Ha anche espresso preoccupazione per le possibili conseguenze di un’azione del Governo di supporto alle case automobilistiche cinesi. Come sindacato in linea di principio apprezziamo e condividiamo qualsiasi affermazione aziendale di valorizzazione delle presenza in Italia, ma abbiamo bisogno di corroborare queste intenzioni con investimenti e missioni produttive che garantiscano in concreto il rilancio della produzione, la saturazione della occupazione e il superamento della cassa integrazione. Abbiamo già concordato missioni produttive per tutti gli stabilimenti italiani, ma chiediamo di chiarire e di migliorare il piano industriale nelle parti più deboli o lacunose”.

“Soprattutto per noi è stata l’occasione di rappresentare direttamente all’Amministratore delegato le legittime richieste dei lavoratori italiani, la necessità di evitare uno scontro fra Governo e Azienda e l’esigenza di rinsaldare un rapporto di fiducia fra l’Italia e Stellantis. In primo luogo abbiamo bisogno di assegnazioni produttive aggiuntive non esclusivamente legate al full electric, tecnologia che evidentemente stenta ad affermarsi sul mercato nonostante le imposizioni della politica, e questo è vero a Torino che ha urgente necessità di una nuova vettura, così come a Melfi che su cinque modelli confidiamo ne abbia almeno uno o due ibridi. Abbiamo poi bisogno che le missioni produttive di Cassino e di Modena sui segmenti large e lusso siano completate da modelli e da attività che ne garantiscano un effettivo rilancio. Chiediamo inoltre trasparenza e collaborazione nelle importanti riorganizzazioni in atto nelle altre fabbriche dell’assemblaggio e della meccanica, da Pomigliano ad Atessa, da Termoli a Avellino o a Ferrara, nonché negli entri di ricerca e di staff, di cui vanno preservate le professionalità. Altrettanto importanti sono poi la vivibilità degli stabilimenti e la creazione di postazioni idonee per i lavoratori con ridotte capacità fisiche. Infine a Stellantis chiediamo responsabilità sociale verso l’indotto, poiché sono proprio i lavoratori delle imprese fornitrici che stanno pagando il prezzo occupazionale più alto. Su queste basi, e solo su queste basi, possiamo fare fronte comune per affrontare le pesanti ricadute della così detta transizione e per interloquire con le istituzioni. Speriamo che oggi sia partito un confronto utile per i lavoratori e per l’Italia”.


Note

[1] Il concentramento è previsto alle 9 in piazza Statuto da cui partirà il corteo verso piazza Castello, tribuna del comizio dei segretari generali nazionali di tutti i sei sindacati che hanno proclamato lo sciopero, Fim, Fiom, Uilm, Fismic Confsal, Uglm e Associazione Quadri. Accanto ai lavoratori il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo e molti esponenti politici.


   


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