Onu. È sempre il solito Netanyahu: chi tocca Israele muore, il mondo è avvertito
E per chiarire meglio il suo pensiero si è presentato all'Assemblea delle Nazioni Unite sfoggiando il cercapersone, la tecnologia con cui ha eliminato i vertici di Hezbollah
di Vice

Solo. Non è casuale. I criminali lo sono spesso. Ma il guaio vero per Benjamin Netanyahu, inseguito da una mandato di cattura del Tribunale dell'Aia, è quello di trascinare verso la solitudine anche il suo Paese, Israele.
Lo ha fatto ieri, all'81a Assemblea generale dell'Onu, che non ha voluto in maggioranza ascoltare la sua propaganda, trasformata in un manifesto elettorale per i suoi sodali estremisti, mentre all'esterno per le strade circostanti, una folla eterogenea manifestava per la Palestina con la polizia newyorchese che provvedeva a fermare chi fa notizia, come l'attrice Susan Sarandon...
Netanyahu ha riproposto anche all'Onu il suo refrain, il suo ritornello aggressivo, accusando di codardia chi ha preferito tenersi alla larga dalle sue parole, forse per non farsi avvelenare lo spirito. Per non farsi mancare nulla, a mo' di monito per mondo e dintorni, Netanyahu ha alzato con il braccio sinistro (sic!) un cercapersone, il famoso killer da remoto per Hezbollah.
Non è casuale. Il premier ama l'esibizionismo, un po' showmen, un po' cabarettista, e non lo ha mai nascosto. In patria e all'estero. Del resto, appartiene a quella categoria di leader che pretende di combattere per la libertà universale, anche se usa sistemi genocidiari dai più normalmente rifiutati, sempre che non si sia disposti ad accodarsi a un sanguinario dittatore, come insegna la storia.
Il suo è comunque uno strano modo di concepire la missione di salvare l'umanità: distrugge città e villaggi, vi lastrica sopra le macerie decine di migliaia di cadaveri e si lascia dietro il terribile fetore di morte, pretendendo che l'olfatto altrui lo viva come profumo. Su Gaza afferma, in sostanza, di avere solo "forzato la mano" e che le accuse di genocidio riflettono una menzogna propalata dai nemici di Israele, tutti antisemiti. Insomma, lo ha fatto per tutti noi. Anche se non ha ricevuto un mandato formale o informale dall'Onu.
E se in Cisgiordania vi sono "ragazzacci", come ha lasciato intendere, che aggrediscono con livore i palestinesi, si tratta pur sempre di una fisiologica minoranza espressione di prepotenza, e non l'effetto di un piano di annessione o conquista premeditato.
Nulla di cui preoccuparsi. La pulizia etnica è ancora qualcosa di diverso, anche perché ha assicurato che i palestinesi rimarranno nella loro terra. Ma non ha specificato se sotto o sopra...











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