Leone XIV: "Non nascondete la fede, fatela traboccare"
Momenti della visita pastorale del Pontefice in Francia
di Pier Giuseppe Accornero

Ottocentomila persone – scrivono i giornali – partecipano alla Messa di Papa Leone a Place de la Concorde, una marea dall’Arc de Triomphe ai Champs-Élysées; 150 mila sull’Esplanade del santuario di Lourdes. A tutti i credenti rivolge il monito a non vergognarsi della fede: «Non nascondete la fede, fatela traboccare. Solo Dio può colmare il vuoto interiore dell’uomo. Per colmarlo, spesso cerchiamo nuovi piaceri, vogliamo possedere nuove cose, facciamo di tutto per “divertirci” e per non provare il malessere interiore». Potrebbe essere questo, fra i molti, il punto centrale della visita di quattro giorni, dal 25 al 28 settembre scorsi a Parigi e all’Unesco, a Lourdes e a Metz pieni di riflessioni appropriate, pensieri profondi, appelli urgenti.
Le radici e la sana laicità
Nella «Salle des fêtes» dell’Eliseo parla ad autorità politiche e religiose, imprenditori, rappresentanti della società civile, della cultura e al corpo diplomatico. Accolto con gli onori militari, entra con Emmanuel Macron e la première dame Brigitte. Per il presidente la visita «testimonia la forza dei legami che uniscono la Santa Sede e la Francia. Portiamo insieme un messaggio di pace, fraternità e speranza». Il primo discorso del Papa è una summa del suo magistero: richiama la pace, difende la vita, chiede un uso etico dell’Intelligenza artificiale, definisce la laicità «un impegno nel dialogo per favorire l’unità nel servizio al bene comune». Davanti a conflitti, violenze e sofferenze, guai a restare indifferenti perché «feriscono la dignità umana, gridano giustizia a Dio, chiamano alla conversione del cuore per costruire la civiltà dell’amore». Insiste sulla messa al bando delle armi nucleari e sulla riduzione degli armamenti «perché la pace non è un equilibrio di forze, ma si costruisce attraverso il dialogo e la giustizia. Non rassegnatevi alla prospettiva di una guerra, ma promuovete dialogo e diplomazia».
«Che il mondo abbia la vita»
Elogia la Francia «faro culturale, artistico e spirituale, capace di forgiare l’intelligenza dei popoli» grazie anche ai suoi grandi cattolici. Le scienze, le arti, la letteratura e la filosofia «possono contribuire al bene dell’umanità, quando sono orientate alla ricerca del bello, del bene e del vero, affinché “Il mondo abbia la vita”», come recita il motto del viaggio. Elogia il restauro di Notre-Dame, andata a fuoco nel 2019 e ringrazia, per l’impegno profuso il presidente, le istituzioni pubbliche e private, gli operai. Commenta il motto nazionale: «Libertà, uguaglianza e fraternità non sono semplici parole ma rimandano a esigenze etiche universali, che trovano nel messaggio evangelico una fonte inesauribile di ispirazione e di realizzazione». Esalta la «Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e de3l cittadino» «vera pietra miliare del progresso morale dell’umanità». Ribadisce con forza: «La tutela del diritto alla vita è il fondamento imprescindibile di ogni diritto umano» ma «le derive della società rischiano di distorcere la scienza e la tecnologia e di favorire manipolazioni genetiche, maternità surrogata, acquisto di organi, morte programmata. La giusta laicità non esclude la religione dalla sfera pubblica o dall’istruzione».
L'incontro con catecumeni e neofiti
Leone XIV esprime gioia per quanti adulti chiedono i Sacramenti in una società secolarizzata. Sul rischio di «vuoto post-battesimale - esperienza di tanti i Paesi - occorre integrare pienamente queste persone nelle comunità e accompagnarle con compassione e tenerezza. La vostra testimonianza di catecumeni e neofiti è il segno tangibile della grazia di Dio, che va oltre le analisi statistiche e sociologiche». Nella veglia con i giovani allo Stade de France rammenta: «Al grido di “Liberté, égalité, fraternité” la Francia rivoluzionaria rovesciò l’Ancien Régime settecentesco». Ma qual è la vera emancipazione chiede alle nuove generazioni il Vescovo di Roma: «Affrancarsi da Dio, condannandolo a una morte di nietzschiana memoria? No. Operare il bene non può prescindere dalla sua sorgente, Dio, che è vita, che perdona e invita a perdonarsi».
Accoglienza e carità
Visitando la «Maison Bakhita», per l’accoglienza e la carità verso immigranti, ammalati, gente finita in strada, spiega: «Nessuno è così povero da non avere qualcosa da dare; nessuno è così ricco da non avere qualcosa da ricevere». Il Pontefice americano, 18 anni dopo la visita a Parigi di Benedetto XVI, sottolinea la centralità della dignità umana e critica la corsa agli armamenti. Nel Paese capofila dei cosiddetti «volenterosi» ribadisce: «La pace non è un equilibrio di forze, ma si costruisce attraverso il dialogo e la giustizia» e – come dice all’Unesco - «la più terribile delle opere umane è la guerra poiché in essa la scienza è posta a servizio della volontà disumana di distruggere e uccidere. La storia non è scritta da chi si impone».
L'invito a una Chiesa "vigile"
A Notre-Dame de Lourdes invoca per il Paese governanti saggi e generosi che «promuovano la difesa dei diritti umani fondamentali e la pace nel mondo, respingendo le logiche di guerra: possa la Francia costruire una società armoniosa, che bandisca ogni violenza e ogni odio, che consenta a ciascuno di lavorare, di fondare una famiglia e di vivere la vita nella tranquillità e nella serenità». Prega in ginocchio, tocca la roccia, beve un bicchiere d’acqua della sorgente, depone un cero sul candelabro, consegna la rosa d’oro: «Maria rinnova la fede e il fervore delle famiglie cristiane affinché vivano della presenza di Gesù, della sua grazia e del suo sostegno. Che siano generosamente aperte alla vita e che Dio susciti in esse vocazioni, in particolare sacerdotali e religiose». Invita i vescovi francesi «a dare prova di vigilanza per difendere la libertà e i diritti della Chiesa di evangelizzare, di educare alla vera libertà e di praticare pubblicamente il culto». Incontra 7 persone vittime di abusi di membri del clero. Una commissione istituita dalla Conferenza episcopale, all’ottobre 2021 stimava in circa 216 mila i minori abusati in 70 anni (1950-2020).
Non profanare il nome di Dio
La frontiera come terra di dialogo, non come barriera che tiene a distanza popoli e culture. Nell’ultima tappa il Pontefice lancia un messaggio di unità proprio da Metz, città lungamente contesa tra Francia e Germania, fino a ricadere, nel 1945, definitivamente sotto la Francia. All’incontro interreligioso invita a seguire l'esempio del venerabile Robert Schuman, politico di grande statura morale e civile, uno dei padri fondatori dell'UE: «La grandezza di una civiltà non si misura dai suoi successi materiali, ma dal modo in cui circonda, protegge ed eleva la persona». Ci sono i rappresentanti di ebrei, islamici, protestanti, buddisti, ortodossi. Poiché «le religioni sono custodi della vita» l’impegno comune degli uomini di fede «è dialogare per la pace e per difendere la vita - riferendosi in particolare alla legge sull’eutanasia - «e il dialogo non sminuisce la nostra identità, ma la esprime con semplicità e verità. Invocare il nome di Dio per legittimare la violenza o l’oppressione costituisce una profanazione di questo nome».
«La guerra in Europa, nuova inutile strage»
All’incontro «Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità», nel ricordo di Schuman e della sua «Dichiarazione» (9 maggio 1950), riafferma: «L’Europa va intesa come realtà culturale e storica e non si può parlare dell’Europa senza menzionare il cristianesimo». Proprio Schuman affermava: «Il cristianesimo ha insegnato l’uguaglianza di tutti gli uomini, figli dello stesso Dio, redenti dallo stesso Cristo, senza distinzione di razza, colore, classe o professione. La legge universale dell’amore e della carità ha fatto di ogni uomo il nostro prossimo». L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato la guerra in Europa «inutile strage» come Benedetto XV definì la Grande Guerra (1914-18).











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