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La scomparsa di Luca Reteuna, giornalista e intellettuale

Emanuele Davide Ruffino

 

Crediti @Vita Diocesana Pinerolese
Crediti @Vita Diocesana Pinerolese

La dipartita di un coetaneo come Luca Reteuna [1] lascia sempre scioccati, se poi si tratta di una persona che ha saputo raccontare i tempi e insegnarci qualche cosa di prezioso il dolore è ancora più forte. Aveva studiato medicina, seguendo le orme paterne e sarebbe sicuramente diventato un ottimo psichiatra, ma la sua passione era raccontare il mondo e si dedicò con passione al giornalismo, iscrivendosi a soli vent’anni all’Ordine. È stato corrispondente del «Corriere Medico» (quotidiano di sanità del «Corriere della Sera»), caporedattore di testate nazionali di scienza e tutela dei consumatori. Amava  la montagna e le lunghe passeggiate e quello è stato il suo ultimo indirizzo.

Guardava il mondo da un’ottica non convenzionale e riusciva a cogliere aspetti che altri non vedevano. Da queste capacità sono nati dieci libri che in questo momento non possiamo non ricordare:

Cure dolci cure. Le medicine naturali in Italia; Soldi puliti. Viaggio nell'economia a misura d'uomo; Senza paura. Come difenderci dai profeti di sventura; Speriamo nel mare! Possibilità, problemi e segreti; Terra, terra! Una per tutti, tutti per una; E dopo? Energie rinnovabili per tutti; Sorella acqua. Basta con sprechi e guerre; Bioequamente. Alla scoperta del cibo biologico; Frate Lupo. Il ritorno

Senza facili slogan ha difeso gli interessi dei consumatori e della gente offrendo argomentazioni argute e sollevando problematiche poco esplorate.

Grandi problematiche, ma risposte comprensibili per tutti pur mantenendo sempre un rigido rigore scientifico. E poi si divertì a scrivere pagine della nostra storia riscoprendo momenti particolari che hanno dato origine ai testi intitolati: “Cicl.in prop. Volantini al liceo d'Azeglio” e “Appello bianco. Studenti cattolico-democratici nell'anno della tragedia Moro”. Un passaggio difficile della nostra società spesso sottaciuto, ma che invece merita di essere analizzato per capire da dove arriviamo.

Ricordo ancora quando, giovani sognatori discutevamo dei massimi sistemi sotto il fresco degli alberi a Bricherasio: il mondo non lo abbiamo cambiato, ma con i nostri scritti abbiamo almeno cercato di migliorarlo. 

Puntiglioso, alla costante ricerca della verità e dei perché succedono determinati fenomeni riusciva a dare spiegazioni, condivisibili o meno, ma sempre intelligenti. Nonostante le tante pagine che ci ha lasciato noi oggi fatichiamo a trovare le parole per spiegare il perché se ne andato un amico, ma siamo sicuri che rileggendo i suoi scritti, le sue lettere e le sue email e ripercorrendo i suoi discorsi e riscoprendo i suoi infiniti appunti sicuramente troveremo degli spunti per continuare a dialogare con lui.


Note

[1] Luca Reteuna, storico collaboratore della Vita Diocesana Pinerolese, nato nel 1960, giornalista dal 1981,

Martedì 28 luglio alle 18 il Santo Rosario nella chiesa di San Secondo a Torino; i funerali nella stessa chiesa mercoledì 29 alle 15.

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