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“Il Respiro del Cantico”, un'opera che esprime lo spirito francescano

2 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

Immagine di Daniela Nardelli



Come un libro che si apre lentamente, l’opera invita a entrare in un racconto fatto di luce, silenzio e presenza. Non si guarda soltanto: si attraversa. Il titolo Il Respiro del Cantico nasce dall’idea che ogni elemento dell’opera sembri vivere di un soffio comune: il legno inciso, il paesaggio, gli animali, la figura umana. Tutto respira insieme, in un ritmo silenzioso che unisce il visibile e l’invisibile, la materia e lo spirito. 

Sulla copertina, il Cantico delle Creature inciso nel legno in lingua volgare richiama la voce semplice e profonda di San Francesco d’Assisi, una voce che nasce dalla terra e si rivolge a tutti. E lo fa, come è stato osservato, proponendo "una strada diversa, che si dipana dal creato fino al creatore attraverso la materia, i nostri sensi mortali, un canto che non può non coinvolgere il corpo.”[1]

Il legno conserva questa parola come un respiro antico [2]. Al centro, il santo si fa ponte: il suo saio, aperto nella forma della croce Tau, unisce cielo e terra. Ma è nel gesto che l’opera si compie davvero: la mano che accoglie il pettirosso chiede di essere presa, spostata, restituita. È un invito silenzioso a partecipare, a prendersi cura. Da un lato la notte, quieta e profonda, dove anche il lupo trova pace. Dall’altro il giorno, luminoso e vivo, attraversato dal vento e dall’acqua. Due mondi che non si oppongono, ma si ascoltano. E nel mezzo, una porta: soglia sottile tra fuori e dentro, tra visibile e invisibile. Aprire quest’opera significa entrare in un equilibrio fragile e prezioso, dove ogni cosa è legata all’altra, come un respiro che unisce il mondo e, per un istante, ci ricorda che siamo parte della sua stessa armonia.


Note

[2] Descrizione tecnica. Legno Okumè lavorato con tecnica mista, in cui acrilico e tuorlo d’uovo si fondono in una superficie vibrante, impreziosita da oro zecchino 24K e cristalli di quarzo che catturano e rifrangono la luce. L’incisione a laser dialoga con l’intervento manuale: l’arto e il pettirosso emergono scolpiti a mano, in un equilibrio tra precisione tecnica e gesto artigianale. Il dorso del libro, rifinito in pelle, è nobilitato da foglia d’oro, mentre le pagine dei pannelli, incorniciate in legno ajous, si distendono in una stesura di pigmento dorato che richiama la preziosità della materia e la dimensione simbolica dell’opera.


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