Fine vita: raccolte in Piemonte 16mila firme per la legge regionale
Riceviamo dalla Segreteria Regionale dei Giovani Democratici del Piemonte

Come direzione politica esprimiamo il nostro pieno e convinto sostegno alla proposta sul fine vita promossa dall’Associazione Luca Coscioni. Riteniamo che affrontare questo tema, senza più rinvii o ipocrisie, rappresenti oggi una fondamentale battaglia di civiltà e di democrazia per il Piemonte. Il nostro appoggio a questa iniziativa nasce da una riflessione profonda: crediamo fermamente che la vita sia sacra, preziosa e da tutelare sempre. Proprio in virtù dell’immenso rispetto che nutriamo per l’esistenza umana e per la sua indiscutibile dignità, siamo convinti che la compassione e la cura della persona debbano arrivare fino all’ultimo istante. Non si tratta in alcun modo di sminuire il valore della vita, bensì di riconoscere la sofferenza estrema e irreversibile, ponendosi in ascolto del dolore con profonda umanità ed empatia.
Tuttavia, in uno Stato laico, plurale e democratico, le istituzioni hanno il preciso dovere di garantire a ogni individuo il diritto di poter scegliere secondo la propria coscienza. Riconoscere a una persona la possibilità di decidere per il proprio fine vita, laddove lo ritenga l’unico epilogo giusto per porre termine a un dolore insopportabile, è un atto di libertà che non toglie nulla a chi ha convinzioni diverse. Una legge giusta su questo tema non impone alcun obbligo, ma estende una tutela: garantisce un diritto a chi ne ha bisogno, nel pieno e totale rispetto di chi, per fede o per morale personale, compirebbe scelte differenti. Questa è, a tutti gli effetti, una battaglia di democrazia matura. Lo Stato deve essere la casa di tutti: deve saper proteggere il mistero e l’intimità della coscienza di ciascuno, senza mai sostituirsi ad essa.
Una maturità democratica che i cittadini piemontesi hanno ampiamente dimostrato nei fatti. A fronte delle 8.000 firme necessarie per la proposta di legge, ne sono state raccolte ben 16.000: è il sintomo che i cittadini stanno chiedendo al proprio governo regionale di non voltarsi dall’altra parte e di assumersi la responsabilità di decidere, nel bene o nel male. Noi siamo orgogliosamente tra quelle 16.000 firme, avendo partecipato attivamente a questa grande mobilitazione civile scendendo nelle piazze e organizzando i banchetti di raccolta sul nostro territorio.
Come Giovani Democratici del Piemonte continueremo a far sentire la nostra voce affinché le istituzioni colmino questo vuoto normativo, costruendo una società più giusta, accogliente e capace di tutelare la dignità e la libertà di scelta di ogni singola persona.











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