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22° Rapporto Rota, Cultura e Capitali sotto la Mole


Una ricca discussione stamane in occasione della presentazione del “Ventiduesimo Rapporto Giorgio Rota” su Torino, con rilievo attribuito a due aspetti: la cultura nella sua struttura reale, fatta di persone e di azioni, e i capitali, da mobilitare verso impieghi produttivi.

Rosanna Purchia, neo assessore alla Cultura del Comune di Torino, che ha ben conosciuto la nostra realtà operando, con successo, per 13 mesi quale Commissario straordinario del Teatro Regio, valuta che sia Torino ad essere sospesa, non solo l’ultimo anno come si dice nel titolo del rapporto presentato. Un anno sospeso in una città sospesa

Non solo Torino, ma tutto il Piemonte, per cui dobbiamo chiederci che cosa ha fermato le tante potenzialità non utilizzate, che ha conosciuto così importanti durante l’esperienza al Regio, che definisce meravigliosa. In campo culturale c’è grande offerta, forse non abbastanza domanda, ma soprattutto c’è bisogno di ordine nell’offerta, evitando forme di concorrenza che si tramutano solo in scontri. Si deve lavorare sui calendari, puntando a sistemi di cultura che si integrino e guardino di più al mondo. Dobbiamo fare in modo che il mondo venga da noi, con le diverse forme dell’arte, per farsi conoscere e per conoscerci. Ci si può ben riferire agli scritti dell’economista Rota, interessato a una visione molto concreta dei fenomeni: per operare servono molta chiarezza nei compiti, non confondendo democrazia e collegialità con responsabilità nelle scelte. Un’analisi sulla cultura, dunque, ben integrata da Luisa Papotti, Soprintendente ai Beni Architettonici del Piemonte, a proposito dell’indotto dell’attività culturale; indotto da preservare, in questo momento di sospensione, per il dopo; un microtessuto articolato, ad esempio nei restauri, con un rilancio possibile e effetti anche importanti sull’occupazione, operando non solo localmente, come è avvenuto con il restauro del Santo Sepolcro di Gerusalemme ad opera dei professionisti della Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali della Venaria Reale. Abbiamo di fronte a noi opere come il grande progetto della Cavallerizza reale e dell’ex Manifattura tabacchi, con la mobilitazione di risorse importanti dopo un anno che ha messo in movimento anche nuove grandi progettualità. L’assessore Purchia ha confermato l’obiettivo di integrazione tra cultura e relazioni con le imprese e quindi con l’economia e ha ricordato il progetto del Valentino: ci sono le risorse, si tratta di impegnarsi per investirle con il Politecnico, con l’obiettivo di un palcoscenico per una cultura partecipata. Anche il riuso del Palazzo Nervi deve consentire di salvare quel gioiello architettonico dopo oltre dieci anni di completo abbandono. La “Rete Torino” nella visione del sindaco Stefano Lo Russo

Stefano Lo Russo, per la prima volta a una presentazione del Rapporto Rota come sindaco di Torino e, cosa che non dimentica mai, dell’Area Metropolitana di Torino, è partito dagli strumenti per guidare il territorio, utilizzando tutti i fondi, da quelli europei consueti, ai fondi speciali, al PNRR. Una spesa pubblica per lo sviluppo in un territorio ricco di capitali anche importanti, che devono ritornare a un impegno virtuoso, assicurando loro un buon rendimento. Semplificando con un commento: i mezzi, anche privati, ci sono: attiviamoli. Per questo servono progetti, ma anche un tessuto connettivo, serve fare rete, non il “Sistema Torino, ma la “Rete Torino”. Per questo il Comune ha proposto alla Regione una cabina di regia, che sarà presentata il 14 prossimo, per collegare Città, Città metropolitana, Regione, Università e Politecnico, con una compartecipazione senza sovrapposizioni. Serve ridare forza alla leva finanziaria, affrontando il servizio del debito, troppo gravoso, anche con una diversa impostazione, dialogando con il governo, cui è anche rivolta la richiesta di maggiore spazio operativo per potenziare il personale. Eccellenza e sviluppo dunque, ma senza dimenticare la necessità di una ricucitura sociale, verso chi è in grave difficoltà. I fattori di preoccupazione, soprattutto se legati all’economia, non mancano, come hanno evidenziato i ricercatori. Il tallone d’Achille – Torino è al secondo posto in Italia – rimane l’occupazione e reddito medio che vede in netta difficoltà fasce come quelle degli artigiani e dei commercianti, donne e giovani. La città poi decresce ed ha registrato un calo di natalità pari al 7 per rispetto all’analogo periodo pre-Covid. Lo stesso sistema sanitario mostra qualche crepa e vede il Piemonte a metà classifica fra le Regioni: “non ha particolarmente brillato né particolarmente demeritato”, secondo il rapporto, “collocandosi all’ottavo posto per capacità vaccinale”.

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