Vannacci, l'uomo che non deve chiedere mai... perché a spogliare le donne ci pensa l'IA
Aggiornamento: 8 ore fa
di Indiscreto controcorrente

Sacrifichiamo il nostro abituale titolo "detto in pochissime parole", perché in questo caso, saremo più che telegrafici. Lo impone il profilo stesso che di giorno in giorno il generale dei para si costruisce con ammirevole cocciutaggine. Una pervicacia la sua, che sta rafforzando in noi la convinzione di quanto sia inutile inseguirlo. Naturalmente la sua esistenza potrà giovare al Campo largo per inverare i timori di una marea nera incombente sul Paese e favorire il sorpasso sul centro destra. Ma a Palazzo Chigi diventa sempre più chiaro che di questo passo, con le gravi questioni internazionali e economiche cui il Governo stenta a dare una risposta, guardare al personaggio è soltanto una perdita di tempo. L'uomo è destinato a una consunzione (irreversibile, per quanto lenta), come per tutti coloro che fanno del successo ottenuto nel proprio ambiente una garanzia nel mondo. Ma non sempre funziona. In politica meno che mai.
Così il suo ultimo assalto alla baionetta nell'agone politico, complici le suppletive della Camera nel collegio di Reggio Calabria, non ha trovato di meglio che puntare alle grazie di Matilde Siracusano, sottosegretaria di Stato al ministero per i rapporti con il Parlamento, di cui è stata diffusa una foto in versione hardcore truccata dall'Intelligenza artificiale. Gli effetti sono arcinoti. Tutta l'Italia ne parla. Una bufera mediatica che rischia di far precipitare in barzelletta l'uomo che non deve chiedere mai dall'alto del suo fisico del ruolo e della sua abitudine al comando e, non secondario, di alienargli le simpatie che raccoglie tra i suoi ex commilitoni e camerati, le cui mogli forse ora cominciano a dare segni di nervosismo (e non di eccitazione) quando si pronuncia il suo nome a tavola.
A questo punto, al nostalgico della X Mas, non rimarrà (forse) che intonare il famoso canto della Repubblica di Salò, scritto da Mario Castellani, "Le donne non ci vogliono più bene", che ci sembra in questa circostanza doveroso riportare integralmente, con una speciale attenzione alla prima quartina...
Le donne non ci vogliono più bene
perché portiamo la camicia nera.
Hanno detto che siamo da catene,
hanno detto che siamo da galera!
L'amore coi fascisti non conviene.
Meglio un vigliacco che non ha bandiera,
uno che non ha sangue nelle vene,
uno che serberà la pelle intera!
Ce ne freghiamo!
La Signora Morte
fa la civetta in mezzo alla battaglia,
si fa baciare solo dai soldati.
Sotto ragazzi, facciamole la corte!
Diamole un bacio sotto la mitraglia!
Lasciamo l'altre donne agl'imboscati!
A noi!











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