La prima notte di Papa Prevost dopo l'operazione al polmone
di Pier Giuseppe Accornero

«Tranquilla», così la Sala Stampa vaticana alle 8.30 di oggi, mercoledì 14 ottobre, sulla notte trascorsa da Leone XIV in ospedale per l'intervento di asportazione del nodulo al polmone. Già ieri sera il bollettino medico spiegava che «l’intervento si è concluso positivamente alle 19.49» e che era stato rimosso in maniera profonda un tumore maligno. «Per rendere l’intervento radicale è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita e l’esito dell’esame istologico ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori»: tumore, appunto. Un «nodulo polmonare» è un piccolo tessuto più denso nel polmone, visibile da una radiografia o da una TAC, scoperto durante alcuni controlli, non imputabile a «segnali spia» che avrebbero fatto scattare l’allarme sulle condizioni del Pontefice.
Il bollettino racconta l’operazione: «Il Santo Padre è stato in sala operatoria per circa tre ore, la durata dell’intervento è stata di circa novanta minuti. L'intervento è riuscito. Non ci sono state complicanze». Il risveglio è stato regolare e il Papa «è rientrato, dopo un breve periodo di osservazione, nella sua stanza». Non si fa riferimento a terapie farmacologiche - notano le fonti vaticane – e pertanto potrebbe essere esclusa la chemioterapia. A eseguire l’intervento la squadra medica di chirurgia toracica guidata dal professor Stefano Margaritora, romano, laureato alla Cattolica, migliaia di operazioni all’attivo e centinaia di pubblicazioni.
Tutto molto rapido
Un Leone XIV sorridente è sceso dall’auto dopo le 13 di ieri davanti al Policlinico «Gemelli» ed è stato ricoverato. La Sala Stampa ha annunciato per il pomeriggio stesso l’intervento per rimuovere il nodulo al polmone «individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato», come il Pontefice aveva spiegato domenica scorsa all’Angelus raccontando della sua malattia e dell’imminente ricovero. Il Papa ha 71 anni – Robert Francis Prevost è nato a Chicago il 14 settembre 1955 - ed è al suo 17° mese di pontificato. Insomma, tutto si è concluso «positivamente nei tempi e nei modi previsti». Trascorre la fase post-operatoria al decimo piano del «Gemelli», che Giovanni Paolo II chiamava il «Vaticano 3» dopo la Città del Vaticano e Castel Gandolfo. L’appartamento pontificio è stato allestito per Papa Wojtyla dopo l’attentato in piazza San Pietro il 13 maggio 1981, ed è stato utilizzato anche dai successori Benedetto XVI e Papa Francesco.
La permanenza in ospedale non dovrebbe superare la settimana, ma saranno i medici a scandire la convalescenza: il Papa si affaccerà per l’Angelus domenica 18 dal decimo piano del Policlinico? La prefettura della Casa Pontificia ha annullato tutte le udienze fino a martedì 20 ottobre: in forse, l’udienza generale in piazza San Pietro mercoledì 21; più probabilità ha l’«uscita» di martedì 27 ottobre ad Assisi per il 40° dell’«Incontro mondiale di preghiera per la pace» voluto e presieduto da Giovanni Paolo II con i capi religiosi di tutto il mondo, anniversario che verrà ricordato con tre giorni di eventi promossi dalla Comunità di Sant’Egidio. E poi c’è il viaggio di 12 giorni in Uruguay, Argentina e Perù il 6-17 novembre, visita in America Latina a cui tiene particolarmente: l’agostiniano Prevost è stato missionario e vescovo in Perù.
La simpatia di Papa Prevost
La gente lo attende, lo applaude, lo saluta con calore: «Forza Papa». Lui ricambia, toccato dall’affetto, saluta con il braccio destro alzato, il volto sereno. Lo accompagnano i due segretari, il peruviano mons. Edgard Iván Rimaycuna Inga e l’italiano don Marco Billeri, il prefetto della Casa pontificia l'arcivescovo Petar Rajič e il medico curante Luigi Carbone. Un messaggio dalla rettrice dell’Università Cattolica, Elena Beccalli, gli esprime, a nome di tutta la famiglia dell’ateneo, «la nostra affettuosa vicinanza. Nel momento del ricovero in ospedale, manifestando il forte legame che unisce l’ateneo alla Fondazione policlinico universitario “Agostino Gemelli”, lo accompagniamo con la preghiera e con profonda gratitudine per il suo magistero, che ci esorta a mettere al centro la dignità di ogni persona e a costruire dialogo e pace».
Il cardinale vicario di Roma Baldassarre (Baldo) Reina guida la recita del rosario per esprimere la vicinanza e l'affetto della Chiesa di Roma al suo vescovo. Esprimono vicinanza la Conferenza episcopale italiana il cui cardinale presidente Matteo Maria Zuppi assicura che le comunità lo ricordano nelle celebrazioni e nei momenti di preghiera: «Lo ringraziamo per la semplicità e la fiducia con cui ci ha reso partecipi di questa prova. Siamo una famiglia: Santo Padre, non è solo». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si fa «portavoce di un affettuoso pensiero di tutto il Paese: potrà contare sul partecipe pensiero di innumerevoli persone, credenti o non credenti». Così la Conferenza episcopale degli Stati Uniti con il presidente, l'arcivescovo Paul Stagg Coakley: «Possa la mano dei chirurghi essere guidata dal medico divino Gesù Cristo»». Il cardinale arcivescovo di Torino Roberto Repole parla di Papa «padre buono che accompagniamo con la preghiera e l’affetto». Comunione e Liberazione prega per la salute del Papa «perché possa proseguire nello svolgimento del compito che gli è stato affidato per l’unità di tutta la Chiesa e per l’annuncio della pace che Cristo introduce nel mondo».











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