Una lapide, cento lapidi: la pietà per rifiutare la disumanità
- La Porta di Vetro
- 27 feb
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Aggiornamento: 27 feb

Memoramica è un progetto di memoria che merita attenzione, tanta attenzione, perché racconta attraverso oggetti in ceramica le storie dei migranti che viaggiano verso la speranza nel mar Mediterraneo. Dove, lì, troppo spesso, la loro speranza muore. Sono storie che non fa piacere a nessuno ricordare; forse per non essere costretti a porsi domande sulla disumanità che avanza.
Ora la lapide che vedete nella foto verrà posta nel cimitero di Lampedusa, il cimitero del Mediterraneo, per ricordare chi riposa senza nome, i sommersi anche dall'indifferenza e dal cinismo del potere. La lapide, nel trigesimo dell'ecatombe, ieri 26 febbraio, ricorderà le vittime del Ciclone Harry: almeno quattrocento vittime, secondo i dati forniti dall'Autorità marittima europea; più vicino ai mille morti, invece, per l'organizzazione Mediterranea Saving Humans, una cifra impressionante, enorme, che la rende la più grande tragedia nel Mediterraneo.
E sempre ieri si sono ricordati i tre anni dalla strage di Cutro: 94 migranti, di cui 35 minori, morti per affogamento in mare, numerosi i dispersi, a poche centinaia di metri dal litorale di Steccato di Cutro, in provincia di Crotone. A gennaio si è aperto il processo contro sei militari della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, accusati di omissione di soccorso, nonostante i comandi fossero stati avvertiti dei movimenti di barche al largo della costa.











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