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Stellantis: la gigafactory di Termoli è realtà - Ora pensiamo a Torino


di Rocco Palombella


Finalmente è arrivata da Stellantis la conferma ufficiale che la gigafactory sarà costruita a Termoli: si tratta di una notizia importante non solo per i lavoratori di Termoli, ma per tutto il settore italiano dell’auto. La gigafactory sarà della joint venture ACC, di cui Stellantis è parte, dovrebbe essere dimensionata a circa 40 gigawattora e sarà una delle tre fabbriche europee con quelle di Francia e Germania. Ora si confida di poter conoscere presto i particolari dell’investimento e quindi di poter avviare un confronto costruttivo, che avrà le parti sindacali l’obiettivo di affrontare gli eventuali problemi e tutelare al meglio i lavoratori coinvolti.


A mio avviso, la costruzione della gigafactory a Termoli rappresenta un passo fondamentale nell’adeguamento della catena produttiva italiana verso quel processo di elettrificazione che l’Unione europea sta imponendo con le sue normative. Inoltre, dimostra la volontà di Stellantis di continuare a investire nel nostro Paese e la sua attenzione per le problematiche occupazionali, poiché a Termoli è presente una grande fabbrica di motori che per sua stessa natura in prospettiva necessita di una riconversione. Infine, il fatto che sull’investimento sia stato raggiunto un accordo col governo attesta un rinnovato interesse istituzionale, da noi più volte sollecitato, per il comparto automotive.


Come ho avuto modo di dire il 21 marzo scorso al Forum sull’Automotive di Milano, dal Governo e da tutta la politica nazionale non vediamo un’attenzione adeguata su un settore strategico come quello di cui sto scrivendo, con il forte rischio di produrre effetti irreversibili. Il tema fondamentale della transizione ecologica si sta affrontando in un modo non strutturale, senza un progetto né una visione nazionale continuativa con misure straordinarie per questo settore.

La pandemia ci ha fatto scoprire ulteriormente come il nostro sistema industriale sia vulnerabile ed estremamente dipendente dall’estero, con i conseguenti stop produttivi periodici sempre più frequenti. Deve essere messo a punto un piano nazionale dell’auto che ridisegni totalmente l’intera filiera, avendo come obiettivo imprescindibile la salvaguardia occupazionale e il futuro produttivo.

Tornando a Stellantis, abbiamo chiesto un incontro con l’ad Carlos Tavares per provare a suggellare quel patto di salvaguardia delle fabbriche italiane che stiamo costruendo intesa dopo intesa. Un confronto diventato ancora più necessario stringente per il futuro Torino, dove nel pomeriggio del 28 marzo si terrà un incontro importante tra Regione Piemonte e Amministrazione comunale da una parte, e Stellantis dall'altra. Del resto, abbiamo più volte rivendicato il ruolo che può e deve avere lo stabilimento di Mirafiori nel piano di sviluppo del Gruppo.


Sappiamo che il futuro della industria italiana è irto di difficoltà e di pericoli, a cominciare dalla crisi degli approvvigionamenti, ma a maggior ragione dobbiamo cercare di fare sistema sindacato, istituzioni e imprese, per tutelare sia l’occupazione sia le condizioni di lavoro.

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