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"Siccità, il neo commissario Cirio riguardi i progetti nel cassetto"


di Mercedes Bresso


Credo che questo incredibile periodo di siccità (da gennaio fino a luglio abbiamo conosciuto una quasi totale mancanza di pioggia con gravissimi rischi per la nostra produzione agricola e per i nostri boschi e parchi, oltre che per la disponibilità di acqua potabile per le famiglie e le attività produttive) richieda misure importanti e urgenti che il commissario appena nominato, nel presidente della Regione Piemonte Cirio, dovrà prendere. Non entro nel merito delle eventuali misure di razionamento che forse potranno essere evitate perché finalmente un po’ di pioggia sta arrivando, ma penso a misure che, come ha fatto il governo Draghi per il gas, ci mettano al sicuro per i prossimi anni.


Ci sono anzitutto in Piemonte alcuni progetti di invasi montani, il più importante dei quali è certamente quello di Combanera nella valle di Viù, per il quale avevo firmato un protocollo con i sindaci mai utilizzato dal presidente della Regione (2010-2014) Roberto Cota, che permetterebbe di avere non solo un grandissimo invaso di acqua di eccellente qualità, ma anche un lago dall’enorme potenziale turistico per una valle che ne avrebbe davvero bisogno. E naturalmente ci fornirebbe anche energia elettrica rinnovabile. Vanno superate resistenze e paure, ma basta andare a vedere nella vicina Francia come i laghi artificiali abbiano rilanciato il turismo in luoghi abbandonati e forniscano acqua potabile a tutta la Costa Azzurra. I poteri del Commissario permetterebbero di accelerare l’aggiornamento del progetto e tutte le procedure per arrivare al cantiere. In questo caso i risultati si avrebbero nel medio termine ma garantirebbero l’acqua a tutto il torinese per il futuro.


Esistono molti altri progetti montani, più piccoli, e altri se ne possono creare per aumentare le disponibilità idriche. Tuttavia dovrebbe essere valutata una misura a tempi più rapidi, l’utilizzo dei laghi di cava, numerosissimi in Piemonte e che potrebbero in tempi brevi fornire acqua per l’agricoltura. Una accorta programmazione delle attività di escavazione lungo il Po e i suoi affluenti per ampliare i bacini esistenti, collegarli e creare le necessarie derivazioni, anche facendovi arrivare l’acqua dei fiumi nei momenti di piena, potrebbe permettere di raccogliere e mettere a disposizione ingenti quantitativi di acqua a costi contenuti. Andrebbe inoltre chiesto a tutti i comuni o loro consorzi o comunità montane, di preparare un piano per raccogliere e bacinare le acque piovane in modo da disporne nei momenti di siccità. Analogo impegno andrebbe richiesto ai consorzi agricoli.


Altre misure da verificare con gli esperti di idraulica potrebbero riguardare il ripascimento della falda sotterranea per trattenere l’acqua nei suoi serbatoi naturali, nei momenti di piogge intense, dai quali potrà poi essere prelevata con i pozzi evitando che l’uso delle acque sotterranee la impoverisca.

Le acque dei depuratori che sono di ottima qualità potrebbero fornire una utile alternativa per parchi e giardini e per gli usi urbani non potabili.


Naturalmente, si potrebbero dettare misure per il risparmio idrico, oltre che con il controllo delle perdite, anche con la riduzione dei gettiti da rubinetti e prese e con le doppie canalizzazioni per non sprecare acqua potabile per le acque nere.


Sono tutte misure per le quali il neo-commissario potrebbe dettare regole di semplificazione, accelerare e finanziare i progetti, anche con contributi sui consumi idrici (l’acqua costa troppo poco), per effettuare gli investimenti necessari. Serve l’adesione di cittadini, agricoltori e imprese: un progetto chiaro che li coinvolga potrebbe fare la differenza.

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