Punture di spillo: "E se guardassimo i programmi elettorali?"



a cura di Pietro Terna


All’indirizzo https://terna.to.it/programmi2022.pdf le lettrici e i lettori della Porta di Vetro possono incontrare in modo ravvicinato i programmi elettorali dei quattro partiti o raggruppamenti[1] che, stando ai sondaggi, raccoglieranno più voti. Si tratta di otto pagine fitte fitte su quattro colonne, scritte al 99% con copia e incolla dai testi pubblicati dai quattro soggetti; testi di cui si indicano nel documento online anche gli indirizzi web, per confronti e approfondimenti. Il metodo impiegato cerca di garantire imparzialità e oggettività: mi assumo in ogni caso la responsabilità degli errori, anche per la parte preparata da chi mi ha aiutato, dato che la sintesi è opera mia anche per quella sezione. Si sa che tra le forme di menzogna c’è, raffinatissima, l’arte di citare arbitrariamente frasi tolte dal loro contesto; spero di non essere caduto in quell’abuso.


Nella tabella di confronto non si trovano indicazioni improvvisate, come ad esempio quella del “Liceo del Made in Italy” citato[2] da Giorgia Meloni al meeting di Rimini, per «dare qualità e prestigio al contesto lavorativo e culturale del “Marchio Italia”, formando gli studenti – anche con tirocini e scambi culturali all’estero, tramite le nostre rappresentanze diplomatiche – sia dal punto di vista della conoscenza della produzione italiana di alto livello sia della promozione delle attività di business orientate verso il mercato estero».


Tutto è molto più filtrato e stemperato, salvo le differenze rilevatrici.


Nelle otto pagine di confronto, in orizzontale sono riportati i temi, in verticale i soggetti politici. Ad esempio, sul lavoro, leggiamo le considerazioni sul reddito di cittadinanza. PD: reddito di cittadinanza da ricalibrare, a partire dalla penalizzazione delle famiglie numerose e con minori. 5 Stelle: rafforzamento del reddito di cittadinanza. Azione-Italia Viva: eliminare il reddito di cittadinanza dopo il primo rifiuto e ridurlo dopo 2 anni. Destra: sostituzione dell’attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro. Una differenziazione da manuale.




Sul PNRR il tono, sempre felpato, non riesce a mascherare indicazioni pericolose da parte di una delle espressioni politiche. PD: abbiamo un preciso contratto di impegni con la Commissione europea circa l’esecuzione dei progetti e delle riforme nel calendario stabilito; nessuna modifica va operata sui progetti perché bloccherebbe il piano e ci farebbe perdere le risorse. 5 Stelle: chiedere modifiche è rischioso, ma nel loro programma non compare un’analisi dedicata al PNRR. Azione-Italia Viva, «Attuazione senza se e senza ma» del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che non è solo il più ambizioso programma di modernizzazione che il nostro Paese abbia mai visto, ma l’occasione di far avanzare l’integrazione europea. Destra: una riprogrammazione strategica che sia percorribile e utile al Paese, non determina ritardi, semmai evita la dispersione di risorse. Possiamo comunque stare tranquilli, Berlusconi ha spiegato[3] che i fondi del PNRR li ha ottenuti lui!


I tratti distintivi dei partiti


Sui temi sociali le differenze emergono, anche per i silenzi. PD: la società ha dimostrato di essere più avanti della politica ed è nostra responsabilità dimostrare di essere in grado di interpretare un sentire diffuso; introdurremo lo Ius Scholae, per superare le ingiustificate discriminazioni che ancora oggi vediamo nelle classi italiane; chi è figlio di genitori stranieri e studia in Italia diventa cittadino italiano; approveremo una legge sul fine vita, per difendere fino all’ultimo dignità e autodeterminazione, in linea con le indicazioni della Corte Costituzionale. 5 Stelle: dalla parte dei diritti per l’uguaglianza sostanziale tra gli esseri umani e la parità tra i generi; passare da un sistema corporativo fondato sui privilegi e sulle rendite a un sistema che offra a tutte e tutti le stesse opportunità. Azione-Italia Viva: tutelare i diritti civili e combattere le discriminazioni; approvare quanto prima una legge contro l’omotransfobia, istituire l’Autorità Nazionale Indipendente per la Tutela dei Diritti Umani, rafforzando contestualmente le politiche attive contro le discriminazioni. Destra: stato sociale e sostegno ai bisognosi; ridefinizione del sistema di ammortizzatori sociali al fine di introdurre sussidi più equi ed universali; controllo sull’effettiva applicazione degli incentivi all’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro; piano straordinario di riqualificazione delle periferie, anche attraverso il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica.


Dove emergono gravi carenze è sulla struttura dell’economia nazionale, la cui industria manifatturiera ancora garantisce l’export nazionale grazie al contenuto di conoscenza e tecnologia[4] dei suoi prodotti. Se ne parla poco e in modo piuttosto generico: si vedano il primo e l’ultimo blocco orizzontale del tabellone comparativo. Superficiali anche i riferimenti locali al Piemonte e a Torino, sempre analizzati nel tabellone. Si discute di una economia e di un insieme di problemi che erano attuali molti anni fa, quasi che i colossi inquietanti che hanno i nomi di Amazon[5], Google, Meta Facebook e così via non esistessero.


L’incontro ravvicinato con i programmi ce li mostra dunque assai meno attraenti dei misteriosi alieni del grande film[6] di fantascienza “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, con il ossessivo motivo musicale: RE MI DO do sol (quest’ultimo tenuto per 4/4), con le note in minuscolo un’ottava sotto le altre. Un motivo semplicissimo, difficile da scacciare dalla mente.


Ecco che cosa manca del tutto ai contributi più o meno diligenti che formano i programmi: la capacità di interessarci, di attrarci, di destare l’attenzione di quel 40% o più di concittadini che non si sta minimamente interessando alla campagna elettorale.


Concludo: è la seconda volta[7] che scrivo a proposito dei programmi 2022 qui nella Porta di Vetro e qualche lettore legittimamente può chiedermi da che parte sto io. Rispondo invitando tutti a seguire la mia personalissima campagna[8]elettorale, continuamente aggiorn


Note

[1]I partiti del raggruppamento di Destra hanno anche i loro programmi; ultimo uscito, il 30 agosto, quello dei Fratelli d’Italia, https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/Brochure_programma_FdI_qr_def.pdf [2]Citazione dal programma, nota precedente. [3]https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/03/berlusconi-si-attribuisce-il-merito-dei-fondi-europei-ho-ottenuto-io-i-soldi-del-pnrr-conte-non-lo-ricordo-con-me-a-trattare-fino-alla-alba/6751387/ [4]Ne parlo a https://www.youtube.com/watch?v=BJo0BYwloKo [5]Su Amazon si veda la ricerca condotta recentemente dal torinese Centro Einaudi, https://www.centroeinaudi.it/osservatorio-dei-cybermercati.html [6]https://it.wikipedia.org/wiki/Incontri_ravvicinati_del_terzo_tipocon il motivo ossessivo a https://www.youtube.com/watch?v=mjjVOOCDaDU [7]La prima sta a https://www.laportadivetro.org/punture-di-spillo-per-conoscerli-i-programmi-vanno-letti/ [8]MA VOLETE PROPRIO VOTARE PER QUESTI? https://app.simplenote.com/publish/Y5nwgd

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