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Papa Luciani beato, per primo parlò di Dio come madre


di Luca Rolandi


Domenica scorsa Giovanni Paolo I, Albino Luciani, è stato beatificato dal successore Francesco nella Basilica in San Pietro. Papa Luciani, il patriarca di Venezia, uomo mite, sapiente, punto di riferimento imprescindibile nella storia della chiesa, viene definito come il “papa del sorriso”, dall’acuta e aperta intelligenza, pastore innamorato del suo gregge, ma anche uno studioso, amante della letteratura. Una beatificazione importante per il pontefice dei 33 giorni e dei tanti misteri che hanno avvolto la sua morte: fantasiose ricostruzioni e intrighi vaticani che hanno sempre destato interesse tra il pubblico sempre vasto dei complottisti. In realtà il suo cuore già compromesso non resse all’immane compito di guidare una Chiesa nella temperie e succedere ad un grande Papa come Paolo VI.


Ma il suo profilo oggi esce rafforzato per la capacità di comprendere i drammi del mondo e i paradossi della modernità con una risposta umile e coraggiosa insieme. Il Vangelo e Cristo come presenza e riferimenti oltre la dimensione del tempo e dello spazio ma dentro le contraddizioni della storia. Durante il suo breve pontificato ha prodotto un buon numero di note, omelie e discorsi, lettere e riflessioni; in particolare queste ultime racchiudono il senso di un magistero che mette al centro la virtù dell’“Umiltà” insieme alle virtù teologali, Fede, Speranza e Carità. Nel 1959 affermava: “Io cercherò di avere davanti a me un episcopato con questo moto. Fede, speranza e Carità, se mettiamo in pratica queste cose siamo a posto. Cercate anche voi di fare altrettanto, siamo tutti poveri peccatori”. Questa è santità vissuta non con eccezionalità ma come stoffa dell’agire cristiano. La sua testimonianza è per vivere da cristiani nella chiesa e per la chiesa, in cui il popolo di Dio si identifica e si edifica. Pertanto Luciani diventa un modello imitabile da tutti. Il richiamo a Dio come madre fu colto con stupore e qualche polemica all’interno della Curia e dei teologi di “palazzo” ma coglieva anticipando i tempi, il tema del femminile nella dimensione dell’umano più profondamente di quanto non fosse stato fatto prima. Una primizia assoluta per un pontefice che seppure alla guida della chiesa per soli 33 giorni, numero per altro emblematico ha lasciato una traccia e molti rimpianti per quello che avrebbe potuto essere e umanamente non fu.


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