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Pandemia, nessuno può salvarsi da solo

di Libero Ciuffreda |


La pandemia Covid-19 e il confronto anche aspro in corso in tutto il mondo su vaccinazione e Green Pass ci impone di rispondere alla seguente domanda: “La salute del singolo è anche un interesse collettivo”?

Le definizioni di salute nella storia hanno accompagnato le difficoltà e le grandi vittorie che la scienza, non soltanto medica, ha messo a disposizione dell’intera umanità. Per fare un piccolo passo indietro ed esattamente, nel XX secolo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, definiva la salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale, psicologico, emotivo e sociale”. L’art. 32 della nostra Costituzione recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Per cercare di rispondere alla domanda è utile focalizzare l’attenzione su un altro quesito, che ciascuno di noi si pone, in questo drammatico periodo pandemico: come posso contribuire a coniugare il mio stato di benessere con quello della collettività? Emerge con forza e con l’evidenza della scienza, che nessuno può salvarsi da solo. Anzi si potrebbe aggiungere come è possibile acquisire uno stato di completo benessere se intorno a ciascuno di noi vi sono morti per Covid-19, se l’economia mondiale è in ginocchio per lo stesso motivo o se i Servizi Sanitari sono in crisi e gli operatori stremati? In questi casi non possiamo permetterci superficialità di analisi e comportamenti irrazionali. La vaccinazione è un atto medico e come tale ha rischi e benefici. I vaccini ed in particolare quelli rimasti, Pfizer e Moderna sono provati, sicuri ed efficaci. Gli effetti collaterali gravi sono rarissimi e finalmente la vaccinazione ha fatto crollare ricoveri e morti, che al contrario rimangono alti tra coloro che per vari motivi non si sono ancora vaccinati. In Italia siamo arrivati a circa 130.000 morti e 170 miliardi di danni economici. Possiamo ancora permetterci di tergiversare? La nostra Costituzione e il nostro ordinamento giuridico già consentono l’obbligo di vaccinazione e dello Green Pass, anzi chiamiamolo lascia passare o come si usava una volta, il certificato di vaccinazione. Ricordiamo per tutte, le vaccinazioni contro la poliomielite o il morbillo in Italia, o contro la malaria per recarsi in Paesi ove tale malattia è endemica. La Corte Costituzionale ha ribadito che l’obbligo vaccinale è conforme alla Costituzione, anche ai sensi dell’art.16, che prevede la possibilità di limitare la libertà di circolazione per ragioni di sanità, e queste limitazioni devono essere previste per legge… Il singolo può esercitare il suo diritto di libertà, ma può farlo fino a quando la sua scelta non va a danneggiare terzi. Quindi si può affermare, senza timore di essere smentiti, che la salute è un ovvio interesse della singola persona, ma al tempo stesso della collettività. La moggior parte degli italiani ha capito che il virus si batte soltanto con l’arma più efficace che abbiamo a disposizione oggi: il vaccino. Ad oggi circa il 60% della popolazione italiana vaccinabile ha anche effettuato il richiamo. Iniziamo a vaccinare gli adolescenti nella fascia 12-17 anni, entro l’anno l’Agenzia europea (EMA) autorizzerà la vaccinazione anche per i bambini più piccoli e per le donne in gravidanza. Altri vaccini sono in sperimentazione come il Novavax, che come emerge da un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato un’elevata efficacia anche in alcune varianti del virus. La scienza per fortuna non si ferma, mentre, purtroppo, ancora una volta si constata con amarezza, che alcuni politici per fini elettorali, continuano ad alimentare falsi ed ingiustificati allarmismi. Però, soprattutto di fronte al rischio di una quarta ondata, con la pandemia che sta rialzando la testa, la logica e il senso di responsabilità vorrebbero che la politica dicesse ai cittadini con chiarezza che il virus non è vinto, che dobbiamo senza indugi proteggere noi e gli altri con i vaccini, ascoltando la scienza e non inseguendo sondaggi elettorali. Le piazze No Pass? Liberi di manifestare il proprio dissenso, ci mancherebbe. Sono una chiassosa minoranza che però, al contrario di quanto auspicato da alcuni leader politici, non devono ottenere la ribalta sui media per far passare informazioni antiscientifiche. Addirittura potrebbero alimentare gli “appetiti sovversivi” di cyberpirati, pronti senza scrupoli a ricattare il nostro Paese, paralizzando tutti i server della sanità come è accaduto nel Lazio, bloccando o complicando le prenotazioni delle vaccinazioni. Bisogna avere il coraggio di render obbligatoria la vaccinazione anti Covid-19, così come è accaduto per gli operatori sanitari, anche per gli operatori scolastici, gli addetti ai trasporti, fino a considerare l’obbligatorietà per tutta la popolazione, salvo comprovate controindicazioni. Non a caso, l’art. 32 della nostra Costituzione sin da subito permette ai politici di assumersi le proprie responsabilità di governo.Il Green Pass o Certificato di Vaccinazione, altro non è che un’attestazione che il soggetto non è tenuto a certe cautele perché è vaccinato, pur garantendo l’applicazione delle disposizioni relative al distanziamento e alle mascherine.

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