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ORIZZONTI D'EUROPA

Il nuovo regolamento sulle IG dell’UE: una risposta all’agricoltura di qualità

di Mercedes Bresso


Questa settimana vorrei tornare a parlare del regolamento sulle indicazioni geografiche per le produzioni di qualità, che credo sia stata la migliore risposta alle polemiche dei trattori e delle destre sullo scarso interesse dell’Europa per il mondo rurale.

L’accordo tra Parlamento e Consiglio, che è stato appena ratificato da noi, ridisegna un sistema che non ha eguali al mondo per proteggere i prodotti di qualità dalle imitazioni e per generare così valore per i  produttori senza bisogno di investimenti pubblici.

Abbiamo per la prima volta un testo unico europeo sulle produzioni di qualità che garantisce chiarezza e tutela in tutti i settori, compreso quello vitivinicolo, garantendo anche per quest’ultimo le norme su etichettatura e controlli.

Per l’Europa si tratta di un mercato di oltre 80 miliardi di euro, un quarto circa dei quali riguarda l’Italia: per fare un esempio il prosecco è venduto in più di 300 milioni di bottiglie all’anno, ma subisce la concorrenza sleale del prosek croato che cerca di farsi passare per italiano. La stessa cosa succede per prodotti come il balsamico di Modena, un altro prodotto faro della nostra agricoltura che viene imitato in tutta Europa. Per non parlare dei più conosciuti abusi sul parmigiano o i prosciutti italiani.

Ma non dobbiamo pensare solo ai prodotti già noti ma alla incredibile capacità del nostro paese di inventare continuamente dei nuovi prodotti estraendoli dalla tradizione delle diverse regioni e rendendoli attraenti per i clienti stranieri proprio grazie alle loro particolarità ben identificate e quindi da proteggere. Pensate solo alla crescita di mercato di un’oliva, come la taggiasca ligure, il cui nome si ritrova ormai anche nei romanzi come simbolo di qualità.

Quindi il nuovo regolamento non protegge solo il passato, le specialità già esistenti e conosciute ma anche quelle che grazie alla protezione i nostri produttori potranno sviluppare e questa è la sola via per creare più valore aggiunto alla produzione agricola, non certo quello di competere su margini di pochi centesimi per i prodotti standardizzati e banali. Noi abbiamo una limitata capacità di produzione ma delle  capacità di darle più valore grazie alla qualità e alla tipicità che sono sempre più ricercate dai consumatori.

I Pilastri su cui si incardina la normativa sono quattro:

-il rafforzamento del ruolo dei consorzi (essenziale per organizzare le filiere produttive)

-una aumentata protezione

-la semplificazione

-la sostenibilità e trasparenza dei prodotti


La protezione sarà resa più efficace attraverso controlli on Line (con un alert system e un qa che obbligheranno gli Stati a bloccare l’accesso a tutti i contenuti che evochino una indicazione geografica) rendendo anche obbligatoria nelle etichette l’i di azione della percentuale di prodotto IG all’interno del prodotto trasformato.

Gli Stati membri potranno anche rafforzare le garanzie attraverso una procedura autorizzativa a livello nazionale.

Da ultima e importantissima, la protezione internazionale, con la possibilità per i consorzi i cui prodotti IG abbiano un mercato internazionale, di essere automaticamente registrati all’atto di Ginevra che prevede una protezione rapida in tutti i paesi firmatari anche extra UE.

Come ho detto sono state anche semplificate molte procedure e introdotte norme per le situazioni di emergenza, come quelle climatiche, per derogare temporaneamente alle quote minime di utilizzo di mangimi provenienti dall’area di produzione. È stato anche introdotto, su base volontaria un rapporto di sostenibilità che illustri le pratiche seguite per il benessere animale e per la qualità dell’ambiente. Strettamente collegato è l’obbligo di indicare il nome del produttore.

In conclusione, un regolamento importante che dimostra come la strada da perseguire per tutelare l’agricoltura in economie sviluppate, sia puntare sulla qualità, la riconoscibilità, la tipicità dei  prodotti e sul farli conoscere e apprezzare dai consumatori attenti attraverso delle intelligenti campagne pubblicitarie.

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