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Nuova ondata di violenza in Israele. Mobilitate le forze di sicurezza

Aggressioni, attentati, morti e feriti: Israele è entrata in una nuova spirale di devastante violenza nello scontro con il popolo palestinese. Secondo più di un osservatore, l’ondata di violenza è da addebitare alla debolezza del governo guidato da Naftali Bennett sul piano della sicurezza interna, la priorità di Israele. Negli ultimi giorni gli episodi si sono moltiplicati. Stamane, al mercato Mahane Yehida di Gerusalemme, un uomo ha cercato di accoltellare un poliziotto; l’azione non è riuscita e l’aggressore è stato neutralizzato, espressione usata dai portavoce di Israele per indicare l’eliminazione dell’avversario.

Quest’ultima aggressione avrebbe indotto il governo a ordinare ai vertici delle Forze armate israeliane (IDF) di cominciare un’operazione antiterrorismo in Giudea e Samaria. Peraltro, tira un’aria di forte preoccupazione a Tel Aviv (foto accanto al titolo) per la provenienza dei terroristi: si tratta di cittadini arabo-israeliani, quindi una minaccia interna che apre anche scenari non più compatibili con le analisi accumulate negli anni dal Mossad. A ciò si aggiunge il legame accertato degli ultimi terroristi in azione con l’Isis. Il riferimento ci porta all’attentato di ieri sera in cui sono morte cinque persone e altre sono rimaste seriamente ferite nel “raid motociclistico” di un giovane arrivato dalla Cisgiordania, successivamente ucciso nello scontro a fuoco con gli uomini della sicurezza israeliana, un altro è stato arrestato.

Il giovane ha sparato a bordo di una motocicletta, insanguinando le strade delle città di Bnei Brak e Ramat Gan (periferia est di Tel Aviv), e nello Shopping center Ayalon, area sempre a est della capitale. L’attentato è stato rivendicato dalle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, braccio armato di Al Fatah. In proposito, il presidente dello Stato Palestinese Abu Mazen ha condannato l’attentato con parole severe, ricordando che le azioni violente non possono che deteriorare la già grave situazione, alla vigilia, peraltro, del santo mese del Ramadan e delle festività cristiane ed ebraiche”. Domenica scorsa, infatti, due terroristi hanno aperto il fuoco a Hadera, sulla costa a nord di Tel Aviv, uccidendo due persone appena scese da un autobus. Prima dell’azione i due, poi colpiti dalla polizia, erano stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza nell’atto di abbracciare una bandiera dell’Isis.

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